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Bielorussia, uomini mascherati fermano un altro oppositore

Si tratta dell’attivista Maxim Znak dello staff di Babariko …

Uomini mascherati in borghese hanno portato via l’attivista bielorusso dell’opposizione Maxim Znak, ha dichiarato a Interfax un rappresentante del Consiglio di coordinamento dell’opposizione bielorussa. “Maxim ha lasciato lo staff di Babariko (candidato alla presidenza bielorusso non registrato, ndr) insieme a uomini mascherati in borghese. Sono saliti su un furgone e se ne sono andati”, ha detto il rappresentante.

Si sono inoltre persi i contatti con un’altra dissidente bielorussa, Antonina Konovalova: lo riferisce lo staff di Svetlana Tikhanovskaya, la principale candidata dell’opposizione alle presidenziali del 9 agosto, precisando che “al momento non si sa dove sia” la donna.

Intanto, l’oppositrice bielorussa Maria Kolesnikova è detenuta nella regione di Gomel. Lo ha detto il quartier generale dell’aspirante presidente bielorusso Viktor Babariko. “Al nostro quartier generale sono giunte informazioni da diverse fonti anonime secondo cui Maria Kolesnikova è stata arrestata e ora è detenuta nei locali del distaccamento della guardia di frontiera di Mozyr (unità militare n. 1257. 247768) con sede nella località di Prudok, nel distretto di Mozyr nella regione di Gomel”, ha dichiarato in un comunicato il quartier generale di Babariko.

Kolesnikova non ha attraversato la frontiera ucraina perché durante “il tentativo di deportazione di fatto” all’estero contro la sua volontà ha strappato il suo passaporto: lo ha detto una fonte citata dall’agenzia Interfax-Ukraina.

È stato firmato un contratto per conto di Kolesnikova con un avvocato con sede a Mozyr, che ha presentato una notifica di accettazione della difesa e una copia della sua autorizzazione all’unità militare, ha detto il quartier generale. “Gli è stato però detto dall’unità militare che Maria Kolesnikova non era lì”, ha aggiunto. Lo riporta Interfax. Kolesnikova è stata la responsabile della campagna elettorale di Viktor Babariko, prima che fosse arrestato, e poi stretta alleata di Svetlana Tikhanovskaya.

Il presidente bielorusso Aleksandr Lukashenko non ha escluso la possibilità di elezioni presidenziali anticipate dopo una non meglio precisata riforma costituzionale. Però avverte: ‘se la Bielorussia crolla, poi toccherà alla Russia’. 

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