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Coronavirus, Gb, ‘nuovo lockdown non è escluso’. Macron lancia un appello a combattere il virus

Londra preoccupata per la situazione. La Francia supera i 10mila casi al giorno. Chiude Sciences Po, la famosa scuola parigina …

Il presidente francese Macron lancia un appello a lottare contro la pandemia. Dinanzi alla crisi del coronavirus “abbiamo una cosa sola da fare: batterci,batterci, batterci” sul fronte sanitario, economico e sociale: questo l’appello lanciato oggi dal presidente Macron, in un contesto in cui la Francia ha superato ieri la soglia fatidica dei 10.000 casi nelle ultime 24 ore. “Il rientro è duro”, ha riconosciuto il capo dello Stato, riferendosi al ritorno alla vita di tutti i giorni in piena pandemia dopo la pausa estiva. Ma non dobbiamo “cedere ad alcun fatalismo”, ha avvertito il capo dello Stato in occasione di una visita in provincia per le Giornate europee del patrimonio. Intanto Sciences Po, la celebre scuola parigina di Scienze Politiche e Affari Internazionali, annuncia la chiusura dal 21 settembre al 4 ottobre in seguito all’individuazione di una quarantina di casi positivi al coronavirus: è quanto riferisce BFM-Paris. “Il nostro campus parigino è attualmente un luogo di circolazione attiva del virus”, si legge in una mail rivolta oggi al corpo docente dalla direzione del celebre istituto della Rue Saint Guillaume, nel cuore della rive gauche parigina.

Si complica la situazione anche in Spagna. La presidente della Comunità di Madrid, Isabel Díaz Ayuso, ha annunciato limitazioni alla mobilità a Madrid ma si è rifiutata di dichiarare lo stato di allarme per il coronavirus e ha affermato che “il confinamento deve essere evitato a tutti i costi”. Lo riferisce El Pais. La regione della capitale spagnola limita l’ingresso e l’uscita in 37 zone sanitarie, limita le riunioni a sei persone e chiude i parchi.

Continua il nuovo rimbalzo di contagi da coronavirus nel Regno Unito, secondo i dati aggiornati oggi dal governo, con 4.322 casi diagnosticati nelle ultime 24 ore censite: picco da maggio, seppure su un totale di test quotidiani ormai impennatosi oltre i 230.000. In rialzo anche i morti (27 contro i 21 di ieri) e i ricoveri in ospedali, tornati di poco oltre quota mille in totale nel Paese (contro i 988 contati ieri). Stabili invece per ora, attorno a 120-130, i pazienti sottoposti complessivamente a terapia intensiva. Un altro lockdown nazionale in Inghilterra è “l’ultima linea di difesa” da adottare se necessario. Lo ha detto il ministro della salute Matt Hancock, avvertendo che il Regno Unito si trova in una “situazione molto grave”. Intervenendo ad una programma della Bbc, nel giorno in cui sono entrati in vigore dei blocchi locali nel nord dell’Inghilterra, il ministro ha rilevato che nelle ultime settimane si è verificata una “accelerazione” nei casi. “È fondamentale che le persone seguano le regole”, così “possiamo evitare di dover prendere altre serie misure”. Allo stesso tempo, ha sottolineato, i lockdown nazionali possono “mantenere le persone al sicuro”.

“Occorre agire”, ha sottolineato Hancock. “E ‘assolutamente fondamentale che le persone seguano le regole”, ha detto, ricordando l’importanza della nuova “regola dei sei” in Inghilterra, ossia il tetto al numero di persone che possono riunirsi, l’utilizzo della mascherina e il distanziamento. Il ministro ha spiegato che i blocchi locali, come quello che entra in vigore oggi per milioni di persone nel nord-est dell’Inghilterra, sono di vitale importanza. Ed ha riferito che potrebbero esserci nuovi provvedimenti a breve.

Sono stati intanto 5.238 i contagi nelle ultime 24 in Israele dove dalle 14 (ora locale) è scattato il secondo lockdown nazionale che resterà in vigore almeno tre settimane. Migliaia di agenti e soldati in strada con l’obiettivo di far rispettare il blocco. Il lockdown avviene a poche ore dall’inizio del Capodanno ebraico. I fedeli potranno seguire le preghiere all’aperto oppure all’interno delle sinagoghe in un numero ridotto. E le infezioni di ieri hanno anche portato a 577 i malati gravi e, di questi, 153 in rianimazione: un picco rispetto a ieri. Le vittime, da inizio pandemia, sono salite a 1.169. Il premier Benyamin Netanyahu ha ammonito che se le restrizioni imposte non verranno rispettate e le infezioni non diminuiranno “non ci sarà altra strada” che allungare il lockdown. Unica modifica introdotta – ieri sera – dal governo alle regole è stata quella che ha visto aumentare da 500 metri ad 1 chilometro il raggio entro il quale gli israeliani possono allontanarsi da casa.

Aumentano i casi di Covid-19 in Russia. Stando ai dati ufficiali, nelle ultime 24 ore si sono registrati 5.905 nuovi contagi, la cifra più alta dal 20 luglio. Secondo le autorità, le persone decedute a causa del morbo sono 134 nel corso dell’ultima giornata e 19.195 in tutto. Il totale dei contagi accertati sale a 1.091.186, il quarto al mondo in termini assoluti.

Il Pakistan ha registrato 752 nuovi casi di coronavirus nelle ultime 24 ore, la crescita più alta dal 9 agosto scorso, mentre i decessi sono stati nove. Lo comunica il ministero della Sanità. Il numero totale dei contagi dall’inizio della pandemia sale così a oltre 304.000 e quello dei morti a 6.408. Tra i pazienti attualmente malati, 579 sono in condizioni critiche. 

Più di 200 nuovi casi di coronavirus si sono registrati nell’affollata prigione libanese di Rumie, vicino Beirut, dove le condizioni igienico-sanitarie sono considerate insufficienti a garantire l’incolumità degli oltre 4mila detenuti e delle guardie carcerarie. E’ la denuncia del presidente dell’Ordine libanese dei medici, Sharaf Abu Sharaf, secondo cui sono più di 200 le persone risultare positive al Covid. Non si precisa quante di queste persone sono detenuti e quante guardie carcerarie. Nei giorni scorsi una rivolta di alcune ore era scoppiata nel famigerato Braccio B della prigione di Rumie proprio dopo che si era sparsa la notizia di decine di nuovi casi di coronavirus. Le autorità affermano che la situazione è sotto controllo e che le persone risultate positive sono state trasferite in un edificio adibito a luogo per la quarantena. Dal canto loro i detenuti, che pubblicano sui social network video amatoriali e appelli, affermano di esser stati lasciati “da soli” e di rischiare di “morire” in carcere.
   

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