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Coronavirus, il documento sparito dal sito dell’Oms: «Lockdown? Misura disperata». Tra i firmatari anche Walter Ricciardi

A commentare la vicenda, il comitato “Noi denunceremo” che assiste i familiari delle vittime della pandemia
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Il 2 aprile 2020 veniva redatto un articolo scientifico poi citato in una nota del rapporto pubblicato dall’Oms il 13 maggio scorso rimasto sul web poco più di 24 ore per poi sparire. Tra i firmatari anche il consulente del governo Walter Ricciardi che, con altri studiosi, ha definito il lockdown – istituito il 9 marzo scorso contro la pandemia da Coronavirus – una «Misura di cieca disperazione». Il testo si intitola «Quello che gli altri Paesi possono imparare dall’Italia durante la pandemia» ed è siglato, oltre che da Ricciardi, da altri due studiosi, Stefano Boccia e John P.A. Ioannidis.

Il passaggio “incriminato”, riportato da La Repubblica, dice: «I Paesi con un’aggressiva politica di tracciamento dei contagi e con ampie possibilità di effettuare test di laboratorio (per esempio Taiwan e Corea del Sud) sembrano offrire esempi di successo del contenimento del virus – si legge – In confronto a loro, in Italia sia il tracciamento che i test di laboratorio sono molto limitati e alla fine si è dovuto ricorrere al lockdown, misura di cieca disperazione».

I tre autori spiegavano che in quella fase, in mancanza di dati precisi, «è difficile predire gli effetti delle decisioni come il lockdown sull’andamento della pandemia. Per esempio, non si sa se l’attuazione di un lockdown conduca a una situazione in cui molte persone possono infettare gli altri e potrebbe portare le persone a passare più tempo in stretto contatto con gli anziani e con coloro che sono più vulnerabili. Allo stesso modo, non è dato sapere se una nuova ondata epidemica possa riemergere quando vengano rimosse le misure di isolamento. Ci sono anche domande senza risposta sul fatto che lo stress e il panico di una crisi pubblica che porta a gravi disordini e all’isolamento possano avere aumentato la vulnerabilità degli anziani e delle persone fragili rispetto a un virus respiratorio».

La reazione del comitato “Noi denunceremo”

«Mi stupiscono le dichiarazioni sul fatto che si ritenga il lockdown una misura estrema proprio a fronte e in conseguenza di come è stata gestita la parte sanitaria relativa al tracciamento dei tamponi». Così l’avvocato Consuelo Locati, legale del comitato “Noi Denunceremo”, ha commentato la vicenda. «Invero, tale dichiarazione può essere considerata ed interpretata come atto di ‘accusa’, segnatamente individuando e attribuendo responsabilità a chi aveva l’obbligo normativo di intervenire e gestire il tracciamento e prima ancora il reperimento di reagenti per effettuare i tamponi sui cittadini».

L’11 settembre scorso, il presidente del Comitato, Luca Fusco, aveva denunciato la misteriosa scomparsa del dossier. «L’Italia era impreparata, seppur non del tutto, a un’epidemia quando arrivarono i primi notiziari dalla Cina», aveva detto. «Ora abbiamo il documento. Il nostro team ha analizzato tutta la documentazione e oggi le responsabilità emergeranno in maniera chiara e incontrovertibile a partire dal fatto che un membro del Cts ha dichiarato in un’intervista a Repubblica che non esisteva alcun piano pandemico alla data del 31 gennaio 2020».

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