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Coronavirus, il governo pensa di abbassare a 10 i giorni di quarantena. Ma serve l’ok del Cts

Il progetto è sul tavolo di Speranza. Che già oggi potrebbe sondare il terreno con il segretario del Comitato tecnico scientifico
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Per ora è soltanto un’idea che circola riservatamente nei corridoi del governo e del ministero della Salute, ma la proposta potrebbe presto finire sul tavolo del Comitato tecnico scientifico (Cts). Il governo sta pensando di abbassare da 14 a 10 giorni il periodo di quarantena per chi è stato a contatto con un positivo al Coronavirus, secondo quanto riporta Repubblica.

Non un taglio netto come quello che si appresta a varare la Francia, e che in Italia è sostenuto – tra gli altri – dal virologo Matteo Bassetti, ma comunque una riduzione significativa, volta a diminuire costi sociali ed economici.

Per accorciare il periodo di quarantena serve il via libera del Cts. E non è detto che già oggi, nel corso dell’incontro in agenda con il segretario del Comitato Agostino Miozzo, il ministro della Salute Roberto Speranza non inizi a sondare il terreno.

«C’è un dibattito aperto – ha detto ieri il ministro – ed ora l’opinione prevalente è che si deve ancora approfondire. Si può ipotizzare una riduzione, ma la valutazione la faremo con il Cts e anche con gli altri Paesi Ue. Ci sono diverse soluzioni, noi però ci inspiriamo al principio di prudenza».

La posizione dell’Oms

La durata dei tempi di quarantena divide e fa discutere. Mentre infatti la Francia ne riduce i giorni e i ministri della Salute Ue esaminano il ‘dossier’, l’Oms raccomanda di mantenerla a 14 giorni.

L’ Oms «sta seguendo le discussioni» – ha detto l’ufficio europeo dell’Organizzazione – ma «difende la raccomandazione di una quarantena di 14 giorni per prevenire la trasmissione del virus. Questa raccomandazione – aggiunge l’Organizzazione – è basata sui dati disponibili sul periodo di incubazione; in sostanza il periodo medio è di 4-5 giorni, con un limite superiore di 14 giorni».

A proposito dell’esempio francese, «può essere visto come quello di un paese che adatta la propria risposta al virus all’accettazione delle misure da parte del pubblico per poter aumentare l’adesione. Noi stiamo seguendo queste discussioni, ma difendiamo la nostra raccomandazione di una quarantena di 14 giorni per prevenire una ulteriore trasmissione».

La posizione dell’Oms dunque pare netta, ma non sarebbe la prima volta che il Cts ne contraddice i suggerimenti. A giugno, il Comitato non ascoltò le indicazioni in merito alla possibilità di fare un solo tampone per sancire la scomparsa della malattia, ribadendo invece il bisogno di fare due tamponi.

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