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Coronavirus, il medico della Casa Bianca: «Trump non è più contagioso». L’India supera i 7 milioni di casi

Il dottor Conley: «Il presidente centra i parametri per un’interruzione dell’isolamento». Ma non dice se è negativo. Preoccupa la situazione sanitaria nel subcontinente: quasi 75mila nuovi contagi in 24 ore
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Stati Uniti

EPA/MICHAEL REYNOLDS / POOL | Sean Conley, medico del presidente Donald Trump.

Donald Trump «non è più considerato a rischio di trasmissione» del Coronavirus ad altri. A dirlo è Sean Conley, medico del presidente statunitense, pur senza chiarire se ora Trump sia negativo. «Sono lieto di comunicare che il presidente centra i criteri del Cdc per una interruzione dell’isolamento in sicurezza. Ora, a 10 giorni dall’inizio dei sintomi, senza febbre da più di 24 ore e con tutti i sintomi migliorati, i test rivelano che non ci sono più prove di un’attiva riproduzione del virus. Inoltre i test condotti hanno dimostrato un calo della carica virale».

Ieri, dopo giorni di isolamento, il presidente è tornato in pubblico alla Casa Bianca davanti a migliaia di persone alle quali si è rivolto a distanza, dal balcone. «Mi sento bene, ho tollerato bene gli steroidi, non prendo più medicinali», ha assicurato Trump in una delle interviste fiume concesse alla sua amata Fox. «Donerò il plasma se me lo consentiranno», ha aggiunto.

Cuba

ANSA – KRZ | Il ” Campo X-Ray ” del carcere di Guantanamo, a Cuba.

Scuole, palestre e chiese nella base di Guantanamo sono state chiuse per i timori di contagio. La Marina americana ha improvvisamente imposto restrizioni stringenti in «attesa dei risultati dei test». Non è chiaro quante persone siano sospettate di essere positive. Le misure sono state decise «in via precauzionale» in tutti i luoghi di ritrovo di massa che presentano significativi «rischi di trasmissione».

I ritardi nei processi

Negli ultimi mesi, l’emergenza sanitaria ha avuto effetti sulla struttura e in particolare sui processi in programma per i detenuti. A maggio, Al Jazeera aveva raccontato di come, a causa della pandemia, i processi abbiano subito ritardi significativi. Il 24 marzo scorso è stato registrato il primo positivo alla base navale di Guantanamo Bay.

India

EPA/STR | Test in una scuola di Assam, India, 30 September 2020.

I contagi da Coronavirus hanno superato in India la soglia dei 7 milioni, avvicinando sempre più il Paese al “primato” degli Stati Uniti tra le nazioni più colpite dalla pandemia. Gli ultimi dati del Ministero della Salute sono eloquenti e mostrano un aumento di quasi 75mila casi nelle ultime 24 ore, portando il totale a 7,05 milioni. Negli Stati Uniti le infezioni hanno raggiunto 7,67 milioni.

Il test rapido made in India

Alcuni giorni fa l’autorità del farmaco indiana ha approvato un test a cartine reagenti per il Coronavirus prodotto dalla Tata Sons, azienda farmaceutica locale, in grado di elaborare i risultati i n meno di un’ora. La sua messa a punto – si afferma nella nota – «risponde all’urgente bisogno di un accurato screening di massa». In futuro potrà essere utilizzato anche a domicilio, ma per il momento viene elaborato soltanto nei laboratori autorizzati.

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