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Coronavirus, il presidente degli anestesisti rianimatori: «Ricoveri gravi in esponenziale aumento»

Il dottor Vergallo: «In una settimana il numero delle persone in rianimazione è passato da 200 a circa 450»
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C’era da aspettarselo. All’aumento dei contagi, s’è detto nelle settimane scorse, seguirà un fisiologico aumento dei ricoveri gravi. Quel momento sembra essere arrivato: secondo Alessandro Vergallo, presidente nazionale di Arioi-Emac – l’associazione di anestesisti rianimatori ospedalieri italiani -, stiamo assistendo in Italia una «iniziale curva esponenziale» di casi di pazienti Covid-19 portati in rianimazione. Iniziale, certo. La situazione non è comparabile a quella di marzo, visto che in tutto il Paese i posti occupati sono il 7,4%, con un tasso di saturazione al 9,3% contro il 52% del 20 marzo. Ma quello che vediamo oggi è una fotografia degli effetti dei contagi avvenuti 2-3 settimane fa, e il quadro in prospettiva non è esattamente incoraggiante: «I numeri delle persone in rianimazione – ha detto su Cusano Italia Tv – ci dicono una cosa: nel giro di poco più di una settimana siamo passati da 200 a circa 450. Sono di fatto raddoppiati in questo arco di tempo».

«Dobbiamo cercare di immaginare in prospettiva quella che sarà la fotografia di oggi che noi vedremo fra 3 settimane», ha spiegato Vergallo, sottolineando come siamo davanti a un’iniziale curva esponenziale. Quello di ora è un numero è relativamente basso, ma dimostra che non siamo di fronte ad una curva lineare, bensì ad un’iniziale curva esponenziale. Secondo il presidente dell’Associazione, il rischio è alto soprattutto nelle regioni che non hanno affrontato l’onda pandemica iniziale. «Questa non è la risacca della prima ondata, è una vera e propria seconda ondata», sottolinea. «Questa seconda ondata ha un culmine più basso come numeri solo perché si sono poste in atto nel frattempo tutte le misure di contenimento sociale».

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