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Coronavirus, Ilaria Capua: «Riduttivo e pericoloso puntare il dito contro la scuola. La mascherina? Da tenere sempre, in classe e in ufficio»

La virologa: «C’è stato un calo di attenzione: mascherina, distanziamento e igiene sono basilari per abbattere i contagi. Se vengono meno, i numeri crescono»
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«In queste settimane è aumentata la mobilità, la gente ha ripreso a viaggiare, molte attività sono ripartite. E, contestualmente, c’è stato anche un calo di attenzione: mascherina, distanziamento e igiene sono basilari per abbattere i contagi. Se vengono meno, i numeri crescono. È inevitabile». Così la virologa Ilaria Capua in un’intervista a La Stampa sulle ragioni alla base della nuova ondata di contagi da Coronavirus.

Secondo Capua, è «riduttivo – e anche pericoloso – puntare il dito sulla scuola. La scuola, così come altri ambiti, porta le persone a spostarsi, ad avere relazioni: ma basterebbe seguire le regole date per limitare i rischi. Non farei sentite in colpa i nostri studenti per comportamenti errati di altri». La virologa invita poi a «tenere sempre la mascherina, in classe come in ufficio. Questione di abitudine, poi neppure ci si ricorda di averla. Tra qualche anno sarà solo un ricordo: questa è la storia delle infezioni virali».

Parlando della stretta allo studio del governo su locali e feste, Capua commenta con il Corriere: «Lo trovo giusto, anche se più che il numero di persone conta la provenienza e lo stato sanitario dei presenti. Credo che in questo periodo, per fare un esempio, non sia saggio fare una festa di matrimonio con invitati da mezza Italia. Paradossalmente il raduno di cento abitanti di un paesino sarebbe meno rischioso di un gruppetto di individui che arrivano da aree diverse. Ovviamente non bisogna rinunciare a sposarsi: si può fare una cerimonia più piccola e rimandare l’evento di un paio d’anni, quando presumibilmente saremo tornati a una normalità».

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