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Coronavirus, l’appello di Speranza: «La situazione è molto seria, state a casa. Evitate gli spostamenti inutili»

«La curva cresce. Serve uno sforzo in più da parte di ciascuno – ha detto il ministro -. Nelle prossime ore bisogna alzare il livello di attenzione. Oggi c’è ancora margine per piegare la curva»
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«La situazione è molto seria. Bisogna dire fino in fondo come stanno le cose». Non lasciano spazio all’immaginazione le parole del ministro della Salute, Roberto Speranza, ospite alla trasmissione Di martedì, condotta da Giovanni Floris, su La7. «La curva cresce. Serve uno sforzo in più da parte di ciascuno – ha detto il ministro -. Nelle prossime ore bisogna alzare il livello di attenzione. Ci sono attività essenziali, ma altre si possono spostare e rinviare».

Speranza ha fatto capire come l’obiettivo principale di tutto il governo sia quello di evitare nella maniera più assoluta un nuovo lockdown che farebbe ripiombare l’Italia nel baratro economico e sociale. «Lavoriamo giorno e notte per evitare il lockdown ma i numeri dei prossimi giorni non sono scritti in cielo, dipendono dalle misure – ha spiegato il ministro -, serve porre rimedio nel più breve tempo possibile».

La lotta contro il tempo finalizzata ad arginare i contagi da Coronavirus ed evitare che la curva epidemica cresca ancora spinge il ministro della Salute a fare un appello in diretta tv: «Chiedo alle persone di fare uno sforzo per evitare spostamenti inutili, uscite inutili. Dobbiamo provare a piegare la curva da subito. Sulla base di 21 parametri di monitoraggio poi decideremo le misure». Speranza ha poi sottolineato che un lockdown nazionale non è scontato: «Oggi c’è ancora margine per piegare la curva».

Quanto al sistema sanitario nazionale, Speranza ha rassicurato a proposito della sua tenuta: «Ora è più forte: sono state assunte 33 mila persone, produciamo fino a 30 milioni al giorno di mascherine, non siamo a marzo. Siamo determinatissimi ad affrontare questa crisi, abbiamo sempre tenuta alta la soglia di attenzione». E sulle misure a cui stanno pensando le regioni in questi giorni, dopo l’entrata in vigore dell’ultimo Dpcm, il ministro è netto: «È giustissimo che nei territori dove c’è maggiore difficoltà si possano, anzi si debbano assumere decisioni più dure. Con misure specifiche tarate su ogni singolo territorio».

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