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Coronavirus, l’Italia a ruota della Francia? Il governo pensa al coprifuoco dalle 22

Le terapie intensive sono sempre più sotto pressione: 10 Regioni a rischio sovraffollamento. Così l’esecutivo valuta un nuovo giro di vite
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Per ora è solo un’idea. Ma con l’impennata dei contagi da Coronavirus e le terapie intensive sempre più sotto pressione, nelle stanze del governo si fa concreta l’ipotesi di varare una nuova stretta sulla vita sociale. Sulla scia di quanto fatto da Francia e Regno Unito, anche l’Italia potrebbe dare un ulteriore giro di vite, imponendo il coprifuoco sanitario a partire dalle 22.

Dopo la chiusura delle scuole in Campania e il ritorno in Regione della didattica a distanza, a Palazzo Chigi si prova ad accelerare per trovare misure adeguate a livello nazionale utili ad arginare la diffusione del contagio. Giuseppe Conte su Twitter ha invitato nuovamente alla responsabilità: «Facciamo del bene al nostro Paese». Ma presto le parole potrebbero non bastare.

Secondo il Corriere della Sera sul tavolo del governo c’è l’ipotesi di imporre un coprifuoco alle ore 22 con la chiusura di bar, ristoranti e locali e il divieto per i cittadini di uscire di casa. Per ora il ministro della Salute Roberto Speranza frena: «A me questa misura non risulta». E su Facebook anche il direttore sanitario dello Spallanzani Francesco Vaia prende posizione: «Basta minacce di nuove chiusure, serve buon senso e dipende solo da noi».

I numeri, però, sono allarmanti. Il dato che più preoccupa il governo è quello delle terapie intensive, che stanno raggiungendo il livello di saturazione. Sono almeno dieci le Regioni – secondo l’ultimo monitoraggio del ministero della Salute e dell’Iss – ad avere un rischio definito alto per il sovraffollamento delle unità intensive: si tratta dell’Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Liguria, Lombardia, Puglia, Sardegna, Toscana, Umbria e Valle d’Aosta. Queste hanno una probabilità di superare la soglia del 30% dei letti occupati dai pazienti Covid nel prossimo mese.

La priorità di Conte – dichiarata a più riprese dallo stesso premier – è evitare un altro lockdown nazionale. Ma il timore è che, con il repentino aumento dei contagi registrato negli ultimi giorni, il tempo a disposizione per intervenire sia poco. Al punto che in seno all’esecutivo non si esclude una stretta ulteriore già nelle prossime ore.

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