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Coronavirus, per Locatelli «i numeri attuali non sono compatibili con l’apertura degli impianti sciistici»

Il presidente del Consiglio superiore di sanità: «Sulle chiusure è fondamentale avere una concertazione a livello europeo»
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«Gli indicatori vanno nella direzione sperata». Trapela ottimismo alla conferenza stampa organizzata dal ministero della Salute per fare il punto sulla diffusione del Coronavirus in Italia. Il presidente del Consiglio superiore della sanità, Franco Locatelli, ha snocciolato un po’ di dati per descrivere lo stadio attuale dell’epidemia. «A fronte del dato dei morti, che deve richiamare di andare avanti nella strategia presa, 12,31% è il rapporto tamponi-casi. Il numero degli accessi alle terapie intensive è +6 a fronte di +120 di una settimana fa, e quello dei ricoveri è +120 in area medica contro +528 di una settimana fa».

Gianni Rezza, direttore della Prevezione del ministero della Salute e relatore alla conferenza stampa odierna, non ha nascosto un dato particolarmente negativo del bollettino odierno. «Ci sono stati 853 decessi a fronte di 630 di ieri». Vaccini e chiusura degli impianti sciistici sono i temi sui quali ci si è soffermati particolarmente nel botta e risposta tra giornalisti ed esperti seduti al tavolo. Se sul primo fronte è stata ribadita l’assoluta sicurezza e la buona disponibilità delle dosi per l’Italia, per quanto riguarda l’economia della montagna gli esperti hanno sottolineato l’importanza che, a una chiusura dei comprensori sciistici italiani, corrispondano misure analoghe dei Paesi confinanti.

«Nessuno sottovaluta l’impatto di una chiusura delle attività sciistiche, però i numeri attuali non rendono compatibile un’ipotesi di riapertura perché vorrebbe dire esporre tutto il paese a una ripresa della curva epidemica – ha precisato Locatelli, aggiungendo che – avere una concertazione europea è assolutamente fondamentale».

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