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Coronavirus, Ranieri Guerra (Oms): «Il lockdown è da evitare, provocherebbe rivolte armate»

Per il rappresentante dell’Organizzazione mondiale della sanità nel Comitato tecnico scientifico, il coprifuoco è un «palliativo per non chiudere tutto»
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Per il professor Ranieri Guerra imporre una nuova chiusura al Paese è pericoloso. Lo dice senza giri di parole: «Dobbiamo evitare un lockdown generalizzato perché provocherebbe rivolte armate». In un’intervista a Il Fatto Quotidiano, il rappresentante dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) nel Comitato tecnico scientifico che supporta il governo sottolinea come «le persone siano state sfinite dai tre mesi di lockdown».

Nonostante il Coronavirus, in Italia, continui la sua corsa – solo ieri i nuovi contagi sono stati 16.079 -, Guerra esclude la possibilità che, nei prossimi giorni, si opti per la chiusura totale del Paese. «Purtroppo le persone, in estate, hanno abbassato troppo la guardia incoraggiate anche da colleghi che non capisco bene che lavoro facciano. Adesso bisogna, però, fare anche una valutazione sullo stato di salute mentale di tutti e dei nostri figli», ribadisce nell’intervista a Giampiero Calapà.

«Registrato un aumento dei suicidi tra i giovani»

«Possiamo chiudere a casa i ragazzi davanti alla Playstation? È doveroso bilanciare equilibri di sostenibilità sociale ed economica, perché i rischi non sono dovuti solo alla trasmissione del Coronavirus – mette in guardia Guerra -. Come Oms abbiamo registrato un aumento di suicidi tra i giovani, per fortuna non in Italia, l’aumento del consumo di bevande alcoliche tra le mura domestiche».

«Il coprifuoco è un palliativo»

«Il lockdown del Paese è una misura pesante e ha ragione il premier Giuseppe Conte quando dice che non è l’Italia di marzo quella di oggi, le condizioni al di là del numero dei contagi sono diverse», afferma Guerra. A proposito del coprifuoco, ritenuto da molti insufficiente per fermare la diffusione del virus, Guerra parla di «palliativi per non chiudere tutto. Servono anche per limitare l’utilizzo di alcol e altre sostanze che rilassano i freni inibitori esponendo a rischi i giovani».

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