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Coronavirus, ritorna il rischio del lockdown: Londra e Mosca vicine alla chiusura

Non preoccupano soltanto la Francia e la Spagna. Il livello di allarme è stato alzato anche nella capitale britannica, mentre il sindaco moscovita Sobyanin ha chiesto agli over 65 di rimanere a casa
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A lanciare l’allarme ci aveva già pensato la Commissaria Ue alla Salute, Stella Kyriakides che ha invitato i governi europei ad adottare misure più stringenti per evitare futuri lockdown. Preoccupa l’aumento esponenziale dei casi di Coronavirus in Spagna e in Francia, come anche in Belgio, Austria, Danimarca e in Olanda: tra i paesi europei che più avevano sofferto la prima ondata, soltanto la Germania e l’Italia sembrano avere la situazione sotto controllo. Ed ecco che oggi la parola lockdown torna a farsi sentire anche ai margini dell’Unione europea, nel Regno Unito e in Russia.

Londra a rischio lockdown

Questa mattina anche Londra è stata aggiunta alla lista di aree a rischio lockdown. Lo ha comunicato lo stesso sindaco, Sadiq Khan, che ha chiesto al governo di aumentare urgentemente la disponibilità di test nella capitale. Effettivamente il numero di contagi nell’ultima settimana è aumentato notevolmente. Soltanto da ieri i nuovi casi nella capitale sono stati 620, quasi il doppio rispetto alla settimana scorsa.

Inoltre, anche i ricoveri sono aumentati, triplicando nel corso di due settimane, passando da circa 11 casi giornalieri a oltre 34. Certo, durante il picco della pandemia i ricoveri erano circa 700, ma si tratta comunque di un trend preoccupante. Per il momento non è previsto che i circa 9 milioni di cittadini londinesi si sommino ai circa 14,6 milioni di cittadini britannici – di cui 10.9 milioni in Inghilterra – che sono attualmente in uno stato di lockdown parziale, ma sicuramente le autorità locali prenderanno alcune misure aggiuntive di sicurezza.

Paura anche a Mosca

Nel frattempo in un’altra capitale, Mosca, dove i nuovi casi di Coronavirus hanno superato quota 1.500 nelle ultime 24 ore, il sindaco Sergey Sobyanin ha invitato tutti i residenti d’età superiore ai 65 anni e i cittadini più giovani afflitti da malattie croniche di rimanere a tutti i costi a casa, di lavorare in smart working o, eventualmente, di andare in ferie. Nonostante questo la posizione dell’autorità sanitaria nazionale è che il Paese non sta affrontando una nuova ondata ma che si tratta semplicemente di una continuazione della prima. Eppure, per la prima volta in tre mesi l’aumento dei casi nelle ultime 24 ore ha superato quota 7.000.

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