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Coronavirus, Speranza: «Verso i test rapidi anche nelle scuole, aumenteremo i tamponi giornalieri»

I test rapidi hanno registrato «risultati incoraggianti» negli aeroporti. Dunque, afferma il ministro, potrebbero essere «presto usati anche nelle scuole». Ma rispetto ai test sulla salivazione più adatti ai bambini è ancora cauto
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Parla dei risultati portati a casa e di ambiziose prospettive future il ministro della Salute Roberto Speranza al question time alla Camera. A partire dai tamponi, Speranza annuncia che sarà presto sfondato il tetto dei 100 mila effettuati ogni giorno per individuarei positivi al Coronavirus e interrompere così la catena del contagio: «Prevediamo di aumentare il numero dei test quotidiani. I tamponi sono un tema strategico per affrontare i prossimi mesi. Ad oggi – spiega il ministro – tutte le istituzioni internazionali riconoscono come gold standard il tampone molecolare classico e noi abbiamo rafforzato le nostre capacità».

E dal momento che i risultati dei test rapidi negli aeroporti sono stati «incoraggianti», stando alla valutazione del ministero della Salute potrebbero essere presto usati anche fuori dall’aeroporto, in luoghi come la scuola, tema tra i più caldi di queste settimane. «Avere più test antigenici e più test molecolari a disposizione – afferma Speranza – ci mette nelle condizioni di poter affrontare meglio anche questa partita».

Quanto ai test sulla salivazione di cui si legge negli ultimi tempi – particolarmente adatti per i bambini essendo meno invasivi del classico tampone – il ministro usa cautela: «Sarebbe chiaramente uno strumento più idoneo per i più piccoli, ma abbiamo bisogno che il processo di validazione da parte delle autorità competenti possa completarsi».

Nuove frontiere per combattere l’epidemia da Coronavirus, dunque, considerando che nodi come quello inerente la produzione e la distribuzione di mascherine il governo se li è ormai lasciati alle spalle. «Un problema affrontato e superato», dice Speranza. «Tutte le regioni hanno fatto uno sforzo enorme e oggi l’Italia non è più in balia di un mercato internazionale perchè ha messo in campo una produzione pubblica con 30 milioni di mascherine al giorno».

Ma a rendere accattivante il suo intervento al question time a Montecitorio è senza dubbio la parte relativa alla futura riforma del sistema sanitario naizonale. Ora che che le risorse ci sono non resta che spenderle bene e il ministro punta quindi a «recuperare il terreno perduto sulla sanità digitale e valorizzarlo come un tema chiave della riforma». Annuncia investimenti in telemedicina e digitale, ma soprattutto in un «nuovo piano» per sostituire tutti i macchinari obsoleti attualmente presenti nelle strutture italiane. «Un orizzonte strategico per la costruzione del nuovo sistema sanitario».

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