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Coronavirus, ultime notizie – Australia in recessione per la prima volta dal 1991. In Messico superati i 600 mila casi Covid-19

La pandemia ha colpito anche l’Australia che per la prima volta in 30 anni ha registrato una contrazione del 7% della sua economia. Il Messico sempre più in crisi prova a ripartire almeno dal turismo. Dall’Iss un commento sulla mortalità: «I numeri si stanno riequilibrando ma dobbiamo perseverare nei comportamenti corretti»
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Johns Hopkins University | Mappa Covid-19 (2 settembre 2020)Johns Hopkins University | Mappa Covid-19 (2 settembre 2020)

Gli Stati Uniti hanno superato i 6 milioni di contagi con 6.075.652 casi da Coronavirus confermati dall’inizio dell’emergenza. Secondo i dati della Johns Hopkins University, il numero totale di casi nel mondo ha raggiunto quota 25.760.920, mentre il numero dei decessi è salito a 857.248. Non si ferma la pandemia neanche in Brasile dove il bilancio complessivo è di quasi 4 milioni di casi. Situazione critica anche in India con 3.769.523 casi e in Russia, ormai vicina al milione di casi.

AUSTRALIA

EPA/LUKAS COCH | Il tesoriere del parlamento Josh Frydenberg

Il Paese entra in recessione. È la prima volta in 30 anni

Con una contrazione del 7% della sua economia, l’Australia per la prima volta dal 1991 è entrata nuovamente in recessione a causa dello shock provocato dalla pandemia da Coronavirus. Secondo l’ufficio nazionale di statistiche la contrazione è la più rapida mai registrata in Australia, dopo aver per 30 anni conosciuto una crescita rapida anche a seguito della crisi finanziaria del 2008.

«Il trimestre di giugno ha visto una significativa contrazione della spesa delle famiglie per i servizi, poiché i nuclei famigliari hanno modificato il loro comportamento e sono state messe in atto restrizioni per contenere la diffusione del Coronavirus», ha detto il capo dei conti nazionali dell’Ufficio nazionale di statistiche Michael Smedes. Mentre Josh Frydenberg, tesoriere del parlamento australiano, ha detto che le cifre «hanno confermato ciò che ogni australiano sa già – che il Covid-19 ha devastato l’economia e le nostre vite come nessun’altra cosa sperimentata prima».

MESSICO

EPA/Jose Mendez | Chalco de Díaz Covarrubias, Messico

Oltre 600mila contagi nel Paese. Contrazione del PIL del 18,7%

Nelle ultime 24 ore il Messico ha superato quota 65 mila decessi e 600 mila contagi. Il Paese è il quarto al mondo per numero di vittime. E l’ottavo per numero di casi Covid19. Intanto anche l’economia del Paese è fortemente in crisi. Il prodotto interno lordo del è diminuito del 18,7% nel secondo trimestre rispetto allo stesso periodo del 2019. Per far fronte a questa contrazione molti imprenditori locali stanno cercando di far ripartire il turismo, uno dei motori economici del Paese che annualmente contribuisce del 9% al PIL complessivo.

Secondo un’inchiesta del Washington Post, una delle località più famose del Messico, Cabo, ha visto diminuire i visitatori del 93%. «È la vita o la morte per noi», ha detto Rodrigo Esponda, capo dell’ente per il turismo di Los Cabos. «Non c’è nient’altro qui. Nessuna produzione industriale. Nessun allevamento o pesca commerciale. È turismo o niente».

ITALIA

 ANSA/CLAUDIO PERI | Roma, Italia

Onder (Iss): «Numeri sulla mortalità si stanno riassestando ai livelli pre-pandemia»

Il fenomeno è definito Harvesting, ovvero mietitura. E riguarda l’eccesso di mortalità anticipata a seguito di un’epidemia, di una stagione influenzale o altre malattie. Così Graziano Onder, capo dipartimento malattie cardiovascolari e dell’invecchiamento all’Iss, ha spiegato al Corriere della Sera i dati sull’alto numero di decessi visto nei primi mesi di pandemia e il calo a cui si è assistito durante l’estate.

«Tra marzo e aprile – dice Onder – nei grandi centri urbani si sono avute punte di mortalità altissime, a Bergamo il 500% in più. Ora è normale che i numeri si vadano riequilibrando». Quello che è successo quando la pandemia ci ha presi alla sprovvista è che ha fatto andar via prima del tempo persone in avanti con gli anni o colpite da altre malattie che si sarebbero spente per cause naturali nel periodo successivo. Dopo la tempesta scatenata dal Sars-CoV-2 assistiamo adesso al riassestamento», spiega Onder.

Tuttavia, il calo nei contagi durante i mesi estivi «devono incoraggiarci a perseverare nei corretti comportamenti per aiutare la sanità a contenere l’epidemia e prevenire tante morti anticipate».

Foto di copertina: EPA/SASHENKA GUTIERREZ | Città del Messico (Messico) 27 August 2020.

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