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Coronavirus, ultime notizie – Brasile, i decessi sono quasi 163 mila da inizio pandemia. In Venezuela Maduro promette vaccinazione di massa in primavera

Bolsonaro: «Mi dispiace per i morti ma tutti dobbiamo morire un giorno». Maduro: «Ho calcolato che potremmo essere in condizioni per iniziare ad aprile una vaccinazione di massa in Venezuela in modo gratuito, sicuro e diretto». Nel frattempo arrivano gli esiti dei tamponi riprocessati sui giocatori della Lazio: risultati contrastanti rispetto alle prime analisi
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La pandemia di Coronavirus ha provocato al momento, oltre 51,5 milioni di persone in tutto il mondo, secondo l’ultimo monitoraggio diffuso dalla piattaforma della Johns Hopkins University. Il totale delle vittime ha quasi raggiunto quota 1,3 milioni. La “classifica” dei paesi più colpiti vede ancora in testa Stati Uniti, India e Brasile, che insieme raccolgono la metà delle persone risultate positive in tutto il mondo. Sono più di 10,2 milioni i contagi registrati negli Usa, oltre 239 mila i decessi. Oltre 8,6 milioni sono le infezioni ufficiali in India, e oltre 127 mila vittime. Il Brasile registra quasi 5,7 milioni di contagi e i morti sono quasi 163 mila.

BRASILE

Jair Bolsonaro EPA/Joedson Alves | Jair Bolsonaro, presidente del Brasile, a Brasilia, Brasile, 9 novembre 2020.

Quasi 6 milioni di contagi, ma il presidente brasiliano: «Tutti dobbiamo morire»

Quasi 163 mila morti, si diceva, e 5,7 milioni di contagi per il Brasile. Eppure il presidente Jair Bolsonaro non molla e non accenna minimamente a cambiare registro. Questa volta minimizza con parole precise: il Brasile, dice, deve «smettere di essere un Paese di femminucce». «Mi dispiace per i morti, mi dispiace, ma tutti dobbiamo morire un giorno. Qui, tutti dobbiamo morire», ragiona pubblicamente il presidente. «Dobbiamo smettere di essere un Paese di femminucce e affrontare di petto la pandemia».

Intanto si apprende che il decesso, nel paese, di un volontario per la sperimentazione del vaccino contro Sars-Cov-2 della casa farmaceutica cinese Sinovac è stata un suicidio e non sarebbe in alcun modo collegata con un problema del farmaco (l’Agenzia di vigilanza sanitaria aveva fermato i test a causa di «un evento avverso grave»). Il governatore di San Paolo, Joao Doria, aveva fatto sapere che le prime 120 mila dosi del vaccino candidato della cinese Sinovac sarebbero state distribuite entro il 20 novembre nel paese.

ITALIA

Claudio Lotito ANSA/Ettore Ferrari| Il presidente della Lazio e consigliere federale, Claudio Lotito, arriva in via Allegri per il Consiglio federale della Figc, Roma, 9 novembre 2020.

Riprocessati i test dei giocatori della Lazio: Strakosha positivo

Emergono nella notte i risultati dei tamponi riprocessati dall’ospedale Moscati di Avellino sui giocatori della Lazio: un centinaio di test effettuati dal centro Futura Diagnostica controllati su richiesta del perito nominato dalla procura nell’ambito dell’inchiesta che vede indagato Massimiliano Taccone. Futura Diagnostica è il laboratorio che il 6 novembre scorso ha effettuato i controlli sugli atleti della Lazio in vista del match Lazio-Juventus.

Alcuni dei risultati: tampone negativo confermato per Immobile e Lucas Leiva. Strakosha invece risulta positivo a Covid-19: era risultato negativo con Futura Diagnostica e poi positivo nei test dei laboratori Synlab e Campus Biomedico.

VENEZUELA

Nicolas Maduro EPA/Miraflores press | Il presidente venezuelano Nicolas Maduro (C) a Caracas, Venezuela, 10 novembre 2020.

Il presidente promette: in primavera al via la vaccinazione di massa

Una massiccia e gratuita campagna di vaccinazioni contro il Coronavirus. A prometterla a partire dalla primavera, in particolare dall’aprile dell’anno prossimo, è Nicolas Maduro. Il presidente del Venezuela si definisce «ottimista». «Ho calcolato che potremmo essere in condizioni per iniziare ad aprile una vaccinazione di massa in Venezuela in modo gratuito, sicuro e diretto», spiega Maduro in televisione. Il paese, con 30 milioni di abitanti, conta al momento quasi 100 mila casi (95.149 ufficiali) e 830 morti, e Maduro rivendica di avere fermato la curva. Eppure Human Rights Watch con altre organizzazioni internazionali non sono convinte di questi numeri.

I vaccini in arrivo in Venezuela sono quelli della Russia e della Cina. Un mese fa il presidente aveva parlato di dicembre e gennaio per l’inizio della vaccinazione, con l’arrivo del farmaco dai suoi due principali alleati a livello internazionale. Maduro spiega che il vaccino verrà dato in prima istanza a chi ha già altre sindromi, insieme a persone anziane, a chi insegna, e al personale medico e infermieristico.

Sputnik V, invece, il vaccino in sperimentazione in Russia e su cui tanti dubbi sono stati sollevati dalla comunità internazionale, è stato inviato in scorta a ottobre in Venezuela per avviare una sperimentazione su 2 mila volontari: tra loro c’è anche Nicolas Maduro Guerra, il figlio del presidente. Sperimentazione che, assicura Maduro, sta andando «molto bene».

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