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Coronavirus, ultime notizie – Cina, Xi Jinping: «Gestione trasparente della pandemia». Nel Regno Unito circa 60 mila persone soffrono di sintomi da più di tre mesi

Il presidente cinese ha anche conferito una medaglia d’onore a Zhong Nanshan, esperto di malattie respiratorie, tra i primi a recarsi a Wuhan durante i primi mesi dell’epidemia. Nel Regno Unito un ricercatore mette in guardia sugli effetti del “Covid Lungo”. In Italia quarantena su due pullman per un gruppo di migranti a Udine
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Continua la crescita di Coronavirus nel mondo. Il bilancio dei contagi ha superato quota 27,3 milioni. E’ quanto emerge dal conteggio della Johns Hopkins University. Le vittime sono invece 892.721. Gli Stati Uniti, Paese più colpito dall’emergenza sanitaria, registra 6.301.321 contagi e 189.215 decessi. Segue l’India con 4.280.422 e il Brasile con 4.147.794 casi. Quarta ancora la Russia che conta 1.027.334 positivi. Dietro due Nazioni sudamericane: il Perù e la Colombia con quasi 700 mila contagi.

CINA

EPA/WU HONG | Xi Jinping consegna la medaglia d’onore a Zhong Nanshan

Xi Jinping: «Abbiamo gestito l’epidemia in modo trasparente e aperto»

Durante una cerimonia a Pechino il presidente Xi Jinping ha affermato che la Cina ha agito in modo aperto e trasparente nella gestione del Covid19, emerso per la prima volta nella città cinese di Wuhan alla fine del 2019. Il presidente ha sottolineato che il suo Paese ha inoltre compiuto sforzi concreti per aiutare le altre Nazioni colpite dalla pandemia.

Nel frattempo la Cina sta organizzando un evento speciale per premiare le persone che si sono distinte nella lotta al Coronavirus. C’è Zhong Nanshan, il massimo esperto cinese di malattie respiratorie, insignito della Medaglia della Repubblica Popolare.

Zhong faceva parte di un gruppo di specialisti che si sono recati per la prima volta a Wuhan a gennaio per indagare sulla nuova malattia emersa a fine dicembre 2019. «Non dobbiamo abbassare la guardia e dobbiamo finire la battaglia», ha detto Zhong nel suo discorso di accettazione.

REGNO UNITO

EPA/WILL OLIVER | Londra, Inghilterra

Fino a 60mila persone soffrono di “Covid Lungo”: sintomi da almeno 3 mesi

Secondo un nuovo studio, fino a 60 mila persone nel Regno Unito potrebbero aver sofferto di “Covid lungo” per più di tre mesi, incapaci di ottenere le cure di cui avevano bisogno per riprendersi da sintomi prolungati e debilitanti. Tim Spector, professore di epidemiologia genetica al King’s College di Londra ha detto che circa 300 mila persone hanno avuto sintomi che durano più di un mese.

«C’è un grosso pericolo che queste [persone] finiscano per essere dimenticate», ha detto Spector al programma File on 4 della BBC . Il segretario alla salute, Matt Hancock, ha ammesso che alcune persone continuano a manifestare sintomi fino a sei mesi dopo aver contratto il virus. «Il Covid Lungo vede persone malate anche dopo sei mesi, ed è prevalente tra i giovani».

ITALIA

EPA/FEHIM DEMIR | Bihac, Bosnia

A Udine trenta migranti arrivati dalla rotta balcanica. La quarantena sui pullman

Una quarantena atipica. È quella che sta vivendo un gruppo di 30 migranti arrivati a Udine attraverso la rotta balcanica. Per mancanza di strutture e con i centri di accoglienza pieni, secondo quanto affermano le autorità, le persone sono state sistemate su due autobus. E lì stanno facendo la loro quarantena di 14 giorni. «È una soluzione temporanea di emergenza», dice il prefetto di Udine, Angelo Ciuni, a La Repubblica.

«Siamo alla ricerca di luoghi in cui accogliere i profughi, andrebbe bene un piccolo albergo dismesso o una scuola non più utilizzata, va bene anche un capannone con i servizi principali. Il problema è che non stiamo trovando disponibilità». 40 richiedenti asilo sono stati trasferiti in altre strutture, mentre due pullman continuano a rimanere pieni. Le persone sono ora in attesa dell’esito del tampone, e di essere trasferiti in una struttura più idonea.

«Abbiamo raggiunto il punto più basso che si poteva raggiungere, è vergognoso», commenta al quotidiano Paola Tracogna, coordinatrice dell’associazione Ospiti in arrivo. «Dobbiamo fare i conti con una politica locale ostile all’accoglienza, ma si poteva trovare una sistemazione in tenda».

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