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Coronavirus, ultime notizie – Coreal del Sud, stretta di Seul sulle mascherine: multe per chi non le indossa. Manfredi: «Nelle aule universitarie non si sono verificati contagi»

Il ministro dell’università: «Sistema si è organizzato per essere pronto in qualsiasi situazione». La Sud Corea ha esteso ad altri 23 luoghi chiusi l’obbligo di mascherine. Il Giappone cerca di capire se i giochi potranno essere svolti con un pubblico
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In un solo weekend i casi da Coronavirus nel mondo hanno superato quota 46,5 milioni di contagi, secondo i dati della Johns Hopkins University. Cresce anche il numero delle vittime salito a 1,2 milioni. Gli Stati Uniti sono oltre i 9,2 milioni di contagi con più 230 mila decessi. Seguono l’India, con 8,2 milioni di casi, e il Brasile, con 5,5 milioni di positivi.

SUD COREA

Seul, Corea del SudEPA/JEON HEON-KYUN |Seul, Corea del Sud

Multe fino a 75 euro per chi non indossa le mascherine

Seul rafforza le sue regole sul Coronavirus. Il governo ha deciso che le persone che non indossano mascherine potranno essere multate alla fine di questo mese. La misura arriva dopo che negli ultimi giorni il Paese ha registrato oltre 100 casi giornalieri. Sabato, l’Agenzia coreana per il controllo e la prevenzione delle malattie ha segnalato 124 nuovi casi, il quinto giorno consecutivo di infezioni sopra quota 100.

L’agenzia ha affermato che i focolai sono emersi in luoghi come scuole e case di cura e in piccole riunioni familiari. Ad oggi la Corea ha registrato 26.732 casi e 468 vittime. L’uso obbligatorio della mascherina – già in vigore in 12 luoghi “ad alto rischio” come club e bar karaoke – sarà esteso dal 7 novembre a 23 posti aggiuntivi, tra cui spa, sale per matrimoni, grandi magazzini, parchi a tema e parrucchieri .

Dal 13 novembre, chiunque non indossi una mascherina in quei luoghi rischia una multa fino a 100.000 won (75 euro), mentre gli operatori dei locali potrebbero essere multati fino a 3 milioni di won, circa 2.280 mila euro.

GIAPPONE

Tokyo, GiapponeEPA/KIMIMASA MAYAMA | Tokyo, Giappone

Olimpiadi, al via i test sulla capienza degli stadi

Dopo aver rinviato le Olimpiadi estive in programma lo scorso agosto, il Giappone pensa ora al 2021. Gli organizzatori vogliono determinare se grandi folle possono guardare eventi sportivi in sicurezza. Venerdì, fino a 16.000 persone sono state autorizzate a entrare in uno stadio da 34.000 posti, con il massimo della capienza portata all’80% e al 100% per la terza e ultima partita di domenica. 

Sono stati installati dispositivi di monitoraggio dell’anidride carbonica e macchine per misurare la velocità del vento per misurare la diffusione delle goccioline di saliva quando gli spettatori che indossavano maschere gridavano, mangiavano e bevevano.

Ai fan che entravano nello stadio è stato chiesto di installare un’app di tracciamento dei contatti in modo che possano essere avvisati se entrano in contatto o si sono seduti vicino a qualcuno che in seguito è risultato positivo al virus. I risultati saranno consegnati dal team di ricercatori al governo. Il paese ha registrato poco più di 100.000 infezioni da Covid-19 e circa 1.750 decessi, un numero relativamente basso in un paese di 126 milioni di persone.

ITALIA

Uno dei chiostri dell'Università Statale di MilanoANSA / PAOLO SALMOIRAGO | Uno dei chiostri dell’Università Statale di Milano

Manfredi: «Nessun contagio in università»

Nel grande dibattito sulla didattica a distanza per le scuole continua a rimanere fuori l’università. Sempre lontana dai discorsi di tecnici e politici, mentre si studiano nuove misure per arginare la diffusione del virus. Ma, «il sistema però fin dall’inizio si è organizzato per essere pronto a qualsiasi situazione», rassicura il ministro dell’università e della ricerca Gaetano Manfredi.

«Abbiamo adottato una modalità mista che permette di aumentare o diminuire la presenza in aula in base alla situazione pandemica», dice il ministro a La Stampa. «Forse nel dibattito pubblico – sottolinea – la discussione è più assorbita dai temi della scuola dove i problemi da risolvere creano maggiore pressione». Sul monitoraggio dei contagi nelle aule universitarie Manfredi chiarisce che non ci sono stati: «C’è un grande lavoro per garantire la sicurezza sanitaria».

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