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Coronavirus, ultime notizie – Giappone, le mascherine chirurgiche riducono la trasmissione virale del 50%. Campania, prima nottata in zona rossa per Arzano

I ricercatori dell’Università di Tokyo hanno effettuato un test che avvalora, ancora una volta, l’importanza dei Dpi: funzionano meglio se indossati sia da diffusore che da ricevitore del virus. Nelle tre ultime settimane, i contagi nel Comune a Nord di Napoli sono cresciuti del 200%
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In tutto il mondo, le infezioni da Coronavirus sono arrivate a quota 41,2 milioni. Il numero decessi, invece, è aggiornato alla cifra di 1,13 milioni. Gli ultimi dati disponibili sulla piattaforma della Johns Hopkins University rilevano come la pandemia stia continuando la sua corsa, coinvolgendo in modo particolare tre Paesi. Si tratta degli Stati Uniti, con 8,3 milioni contagi, l’India, con un totale di 7,7 milioni di infezioni, e il Brasile, dove sono state riscontrate 5,2 milioni di contagi.

GIAPPONE

Università di Tokyo | Il macchinario utilizzato per svolgere una ricerca sull’efficacia delle mascherine

Le mascherine proteggono, ma il rischio zero non esiste

Un esperimento sui generis che ha verificato, però, l’impatto della mascherina sulla trasmissibilità del Coronavirus. I ricercatori dell’Università di Tokyo hanno allestito una teca sigillata al cui interno hanno sistemato due teste di manichini. Una di queste era collegata a un nebulizzatore e costruita per riprodurre artificialmente dei colpi di tosse: simulava l’espulsione di particelle di Sars-CoV-2.

L’altra testa, invece, imitava la respirazione naturale dell’uomo e aveva il suo interno una camera di raccolta del virus. Il risultato del test giapponese, pubblicato in un paper dell’università il 21 ottobre, ha dimostrato ancora una volta che la mascherina è un indispensabile strumento di contrasto alla diffusione del virus.

Una semplice mascherina di cotone posizionata sul manichino ricevitore del virus, non su quello che lo emetteva, ha ridotto l’assorbimento virale del 40% rispetto alla prova eseguita senza protezioni. Una mascherina N95, invece, ha bloccato il 90% della quantità di virus in entrata. Ponendo, invece, mascherine di cotone o chirurgiche sulla testa adibita all’emissione del virus, quella con il nebulizzatore per la tosse artificiale, le particelle di Sars-CoV-2 contenute sono risultate essere circa il 50% del totale.

I ricercatori sottolineano, però, un aspetto molto importante della prevenzione: «C’è stato un effetto sinergico quando sia il ricevitore del virus che il diffusore indossavano le mascherine». I risultati migliori, dunque, sono arrivati quando tutti i soggetti coinvolti nello stesso ambiente avevano naso e bocca coperti dalle mascherine.

STATI UNITI

F. Hoffmann-La Roche Ltd | Dose di Tocilizumab

Fallito uno dei trattamenti più popolari contro la Covid-19

L’immunoneurologo Ruggero Capra dell’ospedale di Montichiari, un team di ricercatori degli Spedali Civili di Brescia, i medici del Cotugno di Napoli: sono in molti ad aver impiegato il farmaco antiartrite, il Tocilizumab, per contrastare gli effetti dell’infezione da Sars-CoV-2. E se in alcuni casi i risultati sembravano indicare un miglioramento dei pazienti, adesso, dagli Stati Uniti, arrivano la prove che il Tocilizumab non serve a controllare la risposta del sistema immunitario di una persona che ha contratto il nuovo Coronavirus.

Tre studi, due pubblicati martedì sulla rivista Jama Internal Medicine e uno mercoledì sul The New England Journal of Medicine hanno dimostrato che il Tocilizumab non incide sul tasso di mortalità dei pazienti Covid. Non è chiaro il motivo per cui il farmaco, con le note caratteristiche di spegnimento delle infiammazioni diffuse, non abbia effetto nel caso del Sars-CoV-2. Il dottor John H. Stone del Massachusetts General Hospital e i coautori del suo studio hanno ipotizzato che, sebbene durante le infezioni da Sars-CoV-2 si alzino i livelli di interleuchina 6, potrebbe non essere la proteina la causa dei danni a tessuti e organi del malato.

ITALIA

ANSA/CESARE ABBATE | Arzano, Napoli

Chiusi i confini del comune di Arzano

Si è conclusa la prima nottata in zona rossa nel comune della città metropolitana di Napoli. Lungo i suoi confini, sono stati installati dei varchi, presidiati da militari e forze dell’ordine, per bloccare gli accessi e le uscite. La cittadina a Nord del capoluogo campano, nelle ultime settimane, ha riscontrato un boom di contagi: si parla di oltre 220 casi in tre settimane, con un tasso di crescita del 200%. Le misure restrittive, al momento, saranno in vigore fino al prossimo 30 ottobre.

Il provvedimento, contenuto nell’ultima ordinanza del presidente della Regione, Vincenzo De Luca, impone il divieto di allontanamento dal territorio comunale da parte dei residenti e l’accesso alla cittadina risulta interdetto. Sono state sospese tutte le attività degli uffici pubblici, salvo di quelli che erogano servizi essenziali.

Anche a bar, ristoranti e pasticcerie è impedito il ricevimento di clienti: potranno continuare a lavorare solo con la modalità di consegna a domicilio. Possono transitare nel comune, entrandovi e uscendovi, solo gli operatori sanitari e il personale impiegato nelle attività relative all’emergenza sanitaria.

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