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Coronavirus, ultime notizie – In Italia +142 nuovi contagiati in 24 ore. Lombardia, invariato il numero delle terapie intensive. Vella: «Il virus può tornare a colpire»

In Italia sono 15.563 le persone attualmente positive al Covid-19, i guariti hanno raggiunto quota 190.248. Polmoniti anomale ignorate in Val Seriana alla fine del 2019. Il virologo Palù: «Il virus ha una dose infettante più bassa»
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Speranza sulla quarantena obbligatoria per chi arriva in Italia: «Non possiamo correre rischi»

ANSA/Ufficio Stampa Palazzo Chigi/Filippo Attili | Da sinistra il primo ministro Giuseppe Conte, il ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli il ministro della Salute, Roberto Speranza, Roma, 13 maggio 2020.

«Non possiamo correre rischi». Non dopo tutti i sacrifici fatti per combattere e contenere la pandemia di Coronavirus. L’avvertimento del ministro della Salute, Roberto Speranza, è chiaro: ecco il perché di regole più rigide di quelle del resto d’Europa a spostamenti e viaggi, con l’obbligo di quarantena per quindici giorni per chi arriva dai 15 paesi inseriti dall’Europa nell’elenco di chi può entrare in area Schengen.

Dopo un primo momento in cui l’Italia ha pensato di votare contro alla riapertura di Bruxelles, Speranza, insieme al premier Giuseppe Conte e al ministro degli Esteri Luigi Di Maio, decide di dire sì all’ok all’ingresso di persone provenienti da paesi a basso tasso di diffusione del virus. Ma anche di preparare paletti più stringenti: sì, il turismo ne risentirà, anche perché soffre il divieto ancora in vigore all’arrivo di turisti da Stati Uniti e Russia. Ma no, non si può fare altro. Solo Di Maio chiede di approfondire la possibilità di creare un meccanismo «che favorisca la gestione degli spostamenti nell’area Schengen da chi proviene da queste zone extra-Ue». E così dall’idea di divieto si passa a quella di quarantena obbligatoria, ricostruisce La Repubblica.

Riapertura delle frontiere extra-Schengen, 200 voli a Fiumicino

ANSA/TELENEWS | Traffico passeggeri in partenza e in arrivo all’aeroporto di Fiumicino, Roma, 8 giugno 2020.

Mentre riaprono progressivamente le frontiere internazionali extra-Schengen, nella Capitale, all’aeroporto di Fiumicino, il totale dei voli aumenta, salendo a 200 tra partenze e arrivi e partenze: corrisponde a circa 20mila passeggeri. E sono una ventina i collegamenti in partenza extra-Schengen, più o meno quanti quelli in arrivo.

Le parole d’ordine sono “prudenza massima”, con l’obbligo della quarantena e la sorveglianza sanitaria per chiunque arrivi da aree extra-Schengen ma anche dai 14 Paesi presenti nella “green list” stilata da Bruxelles da e per i quali ci si può muovere liberamente da oggi. A Fiumicino riapre da oggi anche l’area di imbarco E, chiusa lo scorso 27 marzo a causa delle molteplici cancellazioni di voli da e per l’Italia per effetto dell’emergenza Covid-19.

L’avvertimento dell’infettivologo Vella: «Il virus può tornare a colpire»

ANSA/Vincenzo Tersigni | Stefano Vella, Roma 19 settembre 2017

In par condicio e in una pagina in cui mette due opinioni opposte a confronto, Il Corriere della Sera intervista stamane anche l’infettivologo Stefano Vella, docente di Salute Globale alla Cattolica e già presidente Aifa. «Il virus è sempre lo stesso» e «non è certo meno aggressivo», dice Vella. Attualmente sono molti gli asintomatici «perché vengono diagnosticati col tampone»: loro trasmettono «in misura inferiore perché minore è la carica virale».

Non c’è però ragione, aggiunge, di pensare che il Coronavirus si sia placato. Quello a cui stiamo assistendo è una situazione in cui «circola meno» grazie a «una serie di misure di contenimento in Italia». Ecco perché non dobbiamo abbassare la guardia, ma comportarci «come se lo aspettassimo al varco».

Alzano e Nembro, quelle 110 polmoniti anomale ignorate a dicembre

Ansa

L’Italia piomba nell’incubo della pandemia di Coronavirus a febbraio, si sa. Ma l’epidemia potrebbe essere cominciata molto prima. Già a dicembre. Ipotesi che trovano sempre più conferma nelle notizie che emergono e nei fatti su cui sta facendo luce l’inchiesta della procura di Bergamo sulla mancata zona rossa di Alzano e Nembro.

Polmoniti interstiziali bilaterali, polmoniti definite come sospette, anche in persone giovani, erano state infatti registrate già a novembre e dicembre 2019. L’epicentro di questi contagi non tracciati perché non riconosciuti era l’ospedale Pesenti-Fenaroli di Alzano Lombardo.

Il virologo Palù: «Il virus ha una dose infettante più bassa»

ANSA/Luca Zennaro| Un dottore processa i tamponi test Covid-19 effettuati sui pazienti, nel laboratorio del Policlinico S.Martino. Genova, 26 maggio 2020

Giorgio Palù è il presidente della Società dei virologi europei. Sostiene, in una intervista stamattina a Il Corriere della Sera, che non ci sono prove che il virus sia più o meno capace di infettare. Ma che quello che sta accadendo in Europa, dove «l’epidemia si sta spegnendo molto lentamente», è che il virus, «circolando meno», ha una «dose infettante più bassa».

Ovvero: chi è positivo ha una «ridotta capacità di trasmettere l’infezione». Palù è uno degli scienziati che hanno sottoscritto, insieme a Zangrillo e altri, il documento che sostiene che il virus sta perdendo forza.

Speranza: «Le risorse del Mes sono essenziali»

ANSA/GIUSEPPE LAMI | Il ministro della Salute Roberto Speranza alla Camera durante informativa urgente sull’evoluzione della situazione relativa all’emergenza Coronavirus, Roma 26 Febbraio 2020

«Se non ora quando». Queste le parole che il ministro della Salute Speranza sceglie di usare a proposito dell’opportunità di fare ricorso al Mes per investimenti sulla sanità dopo l’emergenza Coronavirus.

«L’ultima parola spetterà al Parlamento – ha detto nel corso del suo intervento durante la trasmissione Carta Bianca su Rai3 – ma penso che queste risorse siano essenziali. Si deve trovare una sintesi. Più risorse ci sono e meglio è – ha concluso -. La via d’uscita è un grande piano per il servizio sanitario nazionale». Il ministro ha anche parlato dell’andamento «incoraggiante» della curva epidemiologica con numeri di vittime e contagiati sempre più bassi.

Scontro sulla scuola tra Azzolina e Salvini

ANSA/Angelo Carconi | Il segretario della Lega Matteo Salvini a Villa Borghese, Roma, 30 giugno 2020

Salvini: «In Piemonte il governo lascia 80mila alunni senza aula. Scrivo a Mattarella»

«Mentre i vicini francesi chiuderanno l’anno scolastico con l’obbligo di frequenza, in Italia regna il caos. Da settembre circa un milione di studenti italiani non troverà spazio nelle aule per i limiti imposti dal governo che in Piemonte lascerà fuori dalle classi quasi 80mila alunni». Questo l’attacco del leader della Lega Matteo Salvini alla titolare dell’Istruzione per la gestione del dossier scolastico nella fase post emergenza Coronavirus, sferrato nel corso della presentazione del libro di Annalisa Chirico a Villa Borghese, a Roma.

«La Lega ha proposto di utilizzare gli spazi disponibili nelle scuole paritarie – ha continuato Salvini – ma Conte e Azzolina perdono tempo perché c’è un pregiudizio ideologico. Domani scrivo a Mattarella – ha concluso – non è possibile che milioni di studenti non sappiano come e quando torneranno a scuola. Un governo che si occupa di calcio e di calcetto e non da certezze a studenti e famiglie sulla scuola è un Governo che odia l’Italia».

La ministra Azzolina: «Da Salvini numeri a caso»

ANSA/Giuseppe Lami | La ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina

Pronta la replica della ministra Lucia Azzolina che liquida come fake news le accuse di Salvini. «Nessun alunno sarà cacciato da scuola, come sta continuando a dire Matteo Salvini in queste ore, inondando le Regioni di numeri a caso – ha scritto la ministra dell’Istruzione in un post pubblicato sulla sua bacheca Facebook -. A settembre la scuola riaprirà per tutti. Abbiamo le soluzioni e abbiamo le risorse. E siamo al lavoro con il contributo di tanti. C’è chi, invece, preferisce usare la scuola per fare propaganda. È molto facile ma anche molto irresponsabile».

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