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Coronavirus, ultime notizie – In Venezuela i decessi sono molti di più: «I pazienti pensano che li lasceremo morire». Boris Johnson fa retromarcia sulle mascherine: «Obbligatorie anche a scuola»

In un ospedale universitario del Venezuela mancano i servizi igienici e l’acque per pulire. I pazienti preferiscono rimanere a casa. In Inghilterra il premier inglese introduce l’obbligo di mascherine anche nelle scuole secondarie. Il sindaco di Avellino posticipa l’apertura delle scuole a dopo le elezioni
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Johns Hopkins University - Mappa Covid-19 (26 agosto 2020)Johns Hopkins University | Mappa Covid-19 (26 agosto 2020)

Il numero di contagi da Coronavirus nel mondo ha raggiunto quota 23.901.014 e quasi 820 mila decessi, fa sapere la Johns Hopkins University. Negli Usa – Paese più colpito dalla pandemia – il bilancio dei casi è di 5.779.028 e 178 mila morti. In Sudamerica troviamo il Brasile con 3.669.995 contagi. Segue l’India con 3.234.474. Tra i Paesi con più vittime troviamo il Messico che ha raggiunto quota 61.450 e il Regno Unito con 41.535.

VENEZUELA

EPA/Mario Caicedo | Confine tra Colombia e Venezuela

La tragedia sanitaria: «Pazienti non vengono in ospedale perchè pensano che saranno lasciati morire»

Il bilancio ufficiale dei decessi dovuti al Covid19 nel Paese è di 329. Numeri molto più bassi rispetto alle Nazioni vicine. Nel Brasile sono morte 110 mila persone e più di 26 mila in Perù. Ma le scene che si vedono all’interno di un’ospedale universitario – denuncia il Guardian – suggeriscono che la situazione potrebbe essere peggiore.

«Il governo dice che è tutto sotto controllo, ma non è vero», ha detto un dipendente al quotidiano inglese, parlando a condizione di anonimato per paura di essere perseguitato dal regime autoritario del Venezuela. «Abbiamo tra sei e otto morti al giorno». A causa della già pesante crisi economica l’ospedale non ha servizi igienici funzionanti e spesso manca l’acqua per pulire.

Secondo quanto riferito, i pazienti sono stati costretti a defecare sui vassoi del pranzo e gettare i loro rifiuti dalla finestra. Per raggiungere la dialisi, i pazienti con malattie renali devono attraversare i piani che ospitano i malati di Covid-19 perché l’ascensore è rotto. Un operatore sanitario ha raccontato che la situazione era così disastrosa che molti pazienti con il Coronavirus preferivano soffrire a casa: «Non vogliono entrare perché pensano che saranno lasciati a morire».

REGNO UNITO

EPA/ANDY RAIN | Londra, Inghilterra

Johnson cambia idea sulle mascherine: obbligatorie anche a scuola

Dietrofront del premier inglese Boris Johnson. Gli alunni in Inghilterra non saranno più sconsigliati dall’usare mascherine nelle scuole secondarie. Il primo ministro si è piegato alle pressioni dopo che decide di dirigenti scolastici hanno chiesto che ne venga rispettato l’uso, sostenuto anche dai sindacati.

Johnson aveva detto ai giornalisti all’inizio della giornata che avrebbe «esaminato le prove mediche», ma aveva insistito che le scuole sarebbero state al sicuro anche senza mascherine. La decisione arriva dopo che la Scozia ha reso obbligatorio l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuali oltre che in classe anche nelle aree comune e sullo scuolabus.

L’inversione di Johnson rischia di provocare un forte contraccolpo da parte dei parlamentari conservatori, alcuni dei quali lo avevano pubblicamente sfidato a non cambiare direzione per le scuole in Inghilterra. Una decisione che per alcuni è andata «troppo oltre».

ITALIA

Il sindaco di Avellino posticipa il rientro a scuola dopo le elezioni

Gianluca Festa non intende aprire le scuole il 14 settembre per poi richiuderle: Una follia. Così su Facebook il sindaco di Avellino ha annunciato di voler firmare un’ordinanza per posticipare l’inizio delle elezioni al 24 settembre. «Si tratta della sicurezza dei nostri figli – ha detto – a breve saranno pubblicate tutte le specifiche per la sicurezza e la salute pubblica».

Il primo cittadino ha chiarito che le scuole ripartiranno dopo le elezioni del 20-21 settembre «così i ragazzi potranno tornare in classe a sanificazione effettuata». Nonostante l’episodio dopo il lockdown, che l’aveva visto a una festa in compagnia di centinaia di persone, Festa chiarisce: «Non intendo mettere a rischio la salute dei miei concittadini».

Foto in copertina: EPA/MIGUEL GUTIERREZ | Caracas, Venezuela

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