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Coronavirus, ultime notizie – Locatelli (Css): «I ragazzi si divertano, ma occhio alla folla». In Australia torna l’obbligo della mascherina. Nel Regno Unito allarme sui ritardi per le cure extra-Covid

Secondo il presidente del Consiglio superiore di Sanità in Italia c’è allerta ma non allarme. Lo stato di Victoria, in Australia, adotta nuove misure per contenere l’epidemia. Nel Regno Unito quasi 4 milioni di persone sono in lista d’attesa negli ospedali
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Sono ormai 14.288.689 i casi di Coronavirus confermati in tutto il mondo, di cui 602.138 decessi. Il primo Paese colpito dall’epidemia da Covid-19 secondo i dati diffusi dalla Johns Hopkins University sono sempre gli Stati Uniti: nell’arco di 24 ore, sono state segnalate oltre 60mila contagi, per un totale di 3.698.209 infezioni registrate dall’inizio del monitoraggio. Seguono il Brasile (2.074.860), l’India (1.077.781) e la Russia (764.215). Sale il numero di contagi giornalieri anche in Italia, al quattordicesimo posto tra i Paesi colpiti, che arriva a un totale di 244.216 casi.

ITALIA

ANSA | Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità

Locatelli: «L’Italia attualmente è la migliore d’Europa»

C’è allerta, ma la situazione Coronavirus in Italia è ampiamente sotto controllo. È questa la posizione di Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità e figura centrale – anche divulgativa – di questi mesi di pandemia in Italia. In un’intervista al Corriere della Sera, ha dichiarato che «il sistema nel complesso sta dando segnali di assoluta affidabilità», nonostante i segnali di monito che arrivano da alcune regioni con indice Rt superiore a 1.

Per tutti questi motivi, attualmente il nostro Paese «è il migliore in Europa». Per quanto riguarda la vita sociale dei più giovani, il presidente del Css dice ai ragazzi: «Divertitevi da responsabili. No agli assembramenti e sì alle mascherine dove serve». Secondo Locatelli, inoltre, il motivo per cui ora si hanno meno casi gravi non è la perdita di aggressività del virus, ma la capacità dei sanitari di individuare prima la causa del malessere.

AUSTRALIA

EPA/DANIEL POCKETT | Birrarung Marr, Melbourne, Australia, 17 luglio 2020

Torna l’obbligo di mascherine a Melbourne

Il ministro della Sanità dell’Australia, Greg Hunt, ha annunciato le nuove misure che il governo sta adottando per aiutare lo stato di Victoria, che da giorni continua a riferire un aumento – di centinaia- di casi da Coronavirus. Tra i provvedimenti più importanti c’è l’obbligo di mascherina nelle città metropolitane di Melbourne e Mitchell Shire, nella speranza di riuscire a contenere i livelli di trasmissione di Covid-19 nell’area.

Intanto, anche nello stato del New South Wales le autorità hanno riportato il più alto caso di contagi negli ultimi tre mesi: 18 casi (il 21 aprile erano stati 19). Di questi, alcuni sembrerebbero collegati a specifici cluster. Anche in quella regione, stando a quanto riportato dall’amministrazione, si stanno varando rinnovate misure per evitare assembramenti che vedano coinvolte più di 10 persone e aumentare il numero di tamponi tra i lavoratori della Sanità in Australia.

REGNO UNITO

EPA/ANDY RAIN | Fermata del bus a Londra, Inghilterra, 18 luglio 2020

Le lunghe liste d’attesa negli ospedali britannici

La sanità mondiale è congestionata a causa dell’impegno richiesto dagli ospedali per la cura del Coronavirus in questi mesi. Secondo quanto riportato dal New York Times, il numero di persone in lista di attesa nel Regno Unito per le cure non-Covid è sceso dai 3,94 milioni di aprile ai 3,84 milioni di maggio.

Le cifre sono state pubblicate dal National Healt Service giovedì 16 luglio. Tuttavia, scrivono dal Nyt, il calo è stato attribuito a un minor numero di persone sottoposte a test e trattamenti durante la pandemia – e si prevede che i numeri riprenderanno a salire quando i servizi riprenderanno.

Fino a giugno, circa 2,4 milioni di persone erano in attesa di trattamenti o analisi per il cancro a giugno (dati dell’ente benefico Cancer Research U.K). Anche dopo che i pazienti hanno fatto le analisi e sono stati indirizzati da uno specialista, il periodo medio di attesa per il trattamento di aprile è stato di oltre 12 settimane: il tempo più lungo in più di un decennio. Più di un milione di pazienti, inoltre, ha aspettato più di 18 settimane.

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