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Covid-19, ultime notizie – India, oltre 86 mila casi in 24 ore. Il virus continua a mutare: lo dice uno studio Usa. Il Cts valuta la riapertura degli stadi al 25% della capienza

Sono oltre 970 mila i cittadini indiani attualmente infetti. Gli Stati più colpiti nel Paese sono il Maharashtra, l’Andhra Pradesh e il Tamil Nadu. Una ricerca statunitense, basata sull’analisi di 5mila sequenze genetiche, potrebbe dimostrare l’alta contagiosità del virus in America. Lunedì gli esperti del Cts daranno indicazioni sulla possibilità di aumentare il pubblico negli impianti sportivi. Contrario il ministro Speranza
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Superati i 32,2 milioni di casi di Coronavirus nel mondo, mentre le vittime sono arrivate a quota 983 mila. Secondo i dati della piattaforma gestita dalla Johns Hopkins University, il Paese più colpito sono ancora gli Stati Uniti, con 6,9 milioni di casi e oltre 202 mila decessi. Segue al secondo posto l’India è con 5,8 milioni di positività individuate, e terza per numero di vittime, più di 92 mila. Situazione invertita per il Brasile, terza per quanto riguarda i contagi totali, 4,6 milioni, ma secondo per vittime, quasi 140mila.

INDIA

EPA/JAIPAL SINGH | Jammu, India

Segnalati altri 86.052 nuovi casi

Se la diffusione del virus proseguirà a questo ritmo, l’India potrebbe diventare presto il Paese più colpito al mondo dal Sars-CoV-2. Nel secondo Stato più popoloso dell’Asia, da fine agosto, si registrano giornalmente più di 80 mila nuovi casi. I dati del ministero della Salute di venerdì, 25 settembre, indicano 86.052 nuovi casi di positività.

Nelle ultime 24 ore, hanno perso la vita 1.141, portando il totale dei decessi alla cifra di 92.290. Il tasso di mortalità è pari all’1,6% e, segnalano gli esperti, è relativamente basso. Le persone attualmente infette, al momento, sono 970.116. Gli Stati indiani con il numero più alto di contagi sono il Maharashtra, l’Andhra Pradesh e il Tamil Nadu.

STATI UNITI

EPA/Peter Foley | Central Park, New York, USA

Il Coronavirus continuerebbe a mutare

Con l’aumento dei casi negli Stati Uniti, alcuni esperti ritengono che il Sars-CoV-2 muti più del previsto. E sarebbe questa propensione al cambiamento a rendere il virus più contagioso. A dirlo, uno studio americano che ha analizzato 5 mila sequenze genetiche del nuovo Coronavirus. Le mutazioni, secondo i risultati della ricerca, non avrebbero modificato gli effetti del virus sull’uomo o aumentato la letalità nei pazienti colpiti.

David Morens, virologo del National Institute of Allergy and Infectuous Diseases, ha commentato lo studio sottolineando che, proprio a causa delle continue mutazioni del virus, i vaccini che andranno sul mercato dovrebbero essere modificati di anno in anno, proprio come avviene con gli antinfluenzali. Intanto la situazione in America continua a peggiorare: nelle ultime due settimane, venti Paesi degli Stati Uniti hanno registrato un incremento superiore al 5% dei casi Covid.

ITALIA

ANSA / ELISABETTA BARACCHI | La partita valida per la prima giornata del campionato di Serie A Parma – Napoli si è svolta allo stadio Ennio Tardini davanti a circa 1.000 spettatori, Parma 20 settembre 2020

La riapertura degli stadi non convince gli scienziati

Il governo è chiamato a decidere sulla riapertura degli impianti sportivi: le società di calcio lo chiedono a gran voce, al momento il Dpcm di agosto, in scadenza, consente l’ingresso negli stadi a un massimo di 1.000 persone. L’ipotesi ventilata negli ultimi giorni è di portare il limite massimo di spettatori fino al 25% della capienza dell’impianto.

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, si è già detto contrario a questo rilassamento delle restrizioni: «La priorità è la scuola, non credo gli stadi abbiano la stessa priorità». Anche gli esperti del Comitato tecnico scientifico sono scettici a riguardo: «Un conto è fare il tracciamento dei contatti stretti di una persona positiva se a un evento hanno assistito in 1.000. Altro conto è cercare tra decine di migliaia», dicono.

Il rischio è che la macchina allestita per il contact tracing potrebbe collassare se messa sotto ulteriore sforzo. Ad ogni modo, la decisione sarà presa in seno al Cts il prossimo lunedì: sarà valutato il protocollo trasmesso a Palazzo Chigi dalla Conferenza delle Regioni.

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