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Covid-19, ultime notizie – La Finlandia punta sui cani. A Helsinki fiuteranno l’infezione dal sudore. In Iran c’è un problema sull’uso delle mascherine

I cani coinvolti nel monitoraggio del virus in Finlandia riescono a identificare la presenza della malattia quasi al 100%. In Iran raggiunto il picco di 4mila contagi, ancora troppi rifiutano la mascherina
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Sono 31,8 milioni i casi da Covid-19 nel mondo e oltre 977 mila le vittime, secondo i dati diffusi dalla Johns Hopkins University. Con 6,9 milioni di contagi gli Stati Uniti continuano a essere il Paese più colpito dalla pandemia. Segue l’India il cui bilancio dei positivi nel giro di due settimane è arrivato a toccare quota 5,7 milioni. In Sudamerica il Brasile ha registrato finora 4,5 milioni di casi.

SPAGNA

EPA/BALLESTEROS | Tutto chiuso nel distretto di Usera a Marid, settembre 2020

Altri 10mila casi in 24 ore

Un altro bilancio pesante in Spagna, che attualmente conta il numero più alto di contagi di Coronavirus nell’Europa occidentale. Sono 10.653 nelle ultime 24 ore, portando il totale a 704.209. Aumentano anche i morti: +84 da ieri: sono 31.118 dall’inizio della pandemia. Si muore di meno a causa del Covid rispetto a marzo, ma i numeri sono preoccupanti, soprattutto a Madrid dove i ricoveri sono, in media, 500 al giorno.

Il governo spagnolo sembra esserne consapevole. «Ci aspettano settimane difficili. Dobbiamo agire con risolutezza per mettere sotto controllo la pandemia», ha dichiarato il ministro della salute Salvador Illa. Ci sono comunque motivi di ottimismo: innanzitutto la riapertura della scuola non sembra aver contribuito in modo deciso all’aumento dei casi: soltanto 0.73% delle classi è stato oggetto di misure di quarantena, riporta El Pais. Nel frattempo, da lunedì l’esercito e la polizia verrano schierati nelle aree dove sono previste nuove restrizioni a causa dell’alta incidenza del virus.

FRANCIA

EPA/IAN LANGSDON | Una donna indossa una mascherina al Louvre, Parigi

I pazienti in terapia intensiva superano quota 1.000

Nel bel mezzo delle polemiche per la nuova stretta sulle regole anti-Covid, la Francia registra l’ennesimo picco di nuovi casi: sono +16.096 nelle ultime 24 ore, un tetto mai raggiunto. Inoltre, per la prima volta dalla prima ondata le persone in terapia intensiva superano quota 1.000: sono 1.048, +46 rispetto a ieri. Aumentano anche le morti a causa del Covid di 52 unità, portando il totale a 31.511.

Nonostante l’aumento dei casi, le due città più popolose del Paese – Marsiglia e Parigi – hanno criticato le più recenti restrizioni decise dal governo di Emmanuel Macron. Il vice sindaco di Marsiglia, Benoit Payan, ha accusato il governo di aver preso «una decisione politica più che sanitaria» e l’autorità chiedono quantomeno di rimandare di dieci giorni la loro introduzione per vedere se i casi locali si stabilizzano o se continuano a crescere- venerdì è prevista un raduno davanti al Tribunale di Commercio per contestare le nuove misure – , mentre a Parigi anche la sindaca Anne Hidalgo si è detta contraria alle restrizioni perché troppo penalizzanti nei confronti dei bar e dei ristoranti.

Scattano le zone di allerta. Restrizioni a Parigi, Marsiglia e in altre città

EPA/IAN LANGSDON | Parigi, Francia

Nella giornata di ieri la Francia è tornata sopra i 10mila casi. Uno degli incrementi più alti delle ultime settimane. Il governo deciso di ricorrere a nuove misure per frenare la diffusione del contagio. Da lunedì nelle città di Marsiglia, Guadalupa e Aix-En Provence i ristoranti e bar verranno chiusi. Per far questo le autorità hanno deciso di valutare tre criteri: il numero dei malati, il tasso di incidenza per le persone sopra i 65 anni e i ricoveri nelle terapie intensive.

A ogni territorio sarà inoltre assegnato uno stato di allerta forzata dove il sistema sanitario è considerato in difficoltà, e uno di zona scarlatta, o allerta massima «con conseguenze già pesanti negli ospedali», ha spiegato ieri il ministro della Salute francese Olivier Véran. La capitale e le periferie, insieme ad altre città, vedranno limitati i raduni fino a 1.000 persone.

C’è il divieto di grandi eventi, e il limite di assembramento nello spazio pubblico o privato. Inoltre la chiusura dei bar è alle 22. «La regione di Parigi è in tensione, con un aumento rapido dei ricoveri – ha dichiarato Veran -. Se non prendiamo provvedimenti rapidi, rischiamo di arrivare a una situazione critica nelle regioni più colpite nel giro di poche settimane».

FINLANDIA

EPA/ANSA | Helsinki, FInlandia

In aeroporto i cani annusano l’infezione

Per chi arriva all’aeroporto di Helsinki, in Finlandia, il test rapido per il Coronavirus viene non solo offerto ma anche effettuato da alcuni cani addestrati. In dieci secondi gli animali rilevano l’odore del Covid-19 utilizzando il sudore raccolto con delle salviettine passate sul collo dei passeggeri. Un progetto sperimentale che coinvolge gli animali a quattro zampe in uno dei metodi di rilevazione del virus sicuramente più particolari al momento. Le salviettine vengono dunque annusate dal cane che i dieci secondi riesce a rilevare l’eventuale presenza del virus. Nel caso di esito positivo il passeggero viene sottoposto al tradizionale tampone.

«Un processo molto promettente» ha commentato Anna Hielm-Bjorkman dell’Università di Helsinki, incaricata di super visionare il progetto sperimentale. «Se funziona», ha continuato, potrebbe rivelarsi un buon metodo di screening anche in altri luoghi». oltre agli aeroporti si punterebbe agli ospedali, case di cura e centri sportivi come ospedali, case di cura o centri sportivi. I cani in azione sono stati in precedenza coinvolti anche nella rilevazione di malattie come il cancro e il diabete. Per il coronavirus hanno dimostrato di riuscire a identificarne la presenza con con una precisione pari quasi 100%.

IRAN

EPA/ABEDIN TAHERKENAREH | Teheran, Iran

«Non vogliono indossare la mascherina»

In Iran si sta registrando il maggior numero di nuove infezioni quotidiane da coronavirus dagli inizi di febbraio. Mentre gli ospedali si sovraccaricano i contagi arrivano quasi a 4 mila in un giorno, la cifra più alta di sempre per il Paese.Senza contare il bilancio ufficiale delle vittime che sta lentamente salendo oltre i 175 decessi al giorno.

Il problema starebbe nel non utilizzo costante e responsabile delle mascherine. Un comportamento da parte della popolazione che ha portato ad avvertimenti non poco incisivi da parte del vice ministro della salute, Iraj Haririchi, evidentemente irritato per il fatto che così tanti iraniani ignorino la prescrizione di indossare maschere facciali. «Violazione dei diritti umani altrui», ha commentato il viceministro guardando con grande preoccupazione le immagini dei molti passeggeri che entrano nella metropolitana di Teheran senza mascherine.

«Alcune persone, in risposta alla domanda sul perché non hanno usato le maschere, affermano che non credono nella misura consigliata» ha continuato Haririch, facendo riferimento poi alla buona riuscita di Cina e Corea del Sud nel controllare la malattia. «Le persone dovrebbero domandarsi il perché ci sono riusciti e rispondersi che hanno rispetto tutti i protocolli sociali necessari, compreso l’uso delle mascherine con un tasso superiore al 99,5%».

ITALIA

ANSA/LUCA ZENNARO

Ancora contagi e scolari a casa

Continuano i casi sparsi di trasmissione del virus nelle scuole. Questa volta il contagio arriva da una primaria della provincia di Milano in cui due bambini sono risultati positivi a Covid-19. Nell’istituto di Vizzolo Predabissi scolari e insegnanti sono stati rimandati a casa con la particolare apprensione della dirigente scolastica Luisa Salvatori: «Diventa ora fondamentale rispettare le prescrizioni» ha detto, raccomandando soprattutto ai genitori di esercitare «la massima attenzione sui figli».

Intanto anche il ministro Speranza invita alla prudenza «nonostante il giudizio positivo del centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) che colloca l’Italia tra i paesi a basso rischio». Di oggi l’incontro del ministro italiano con i ministri della Salute di Germania, Francia, Regno Unito, Spagna e Olanda.

In Veneto altri 248 casi di positività in 24 ore

ANSA/FABIO FRUSTACI | Il presidente della regione Veneto, Luca Zaia al termine della riunione straordinaria della Conferenza delle Regioni, Roma 4 agosto 2020

Sono 248 i nuovi casi di Coronavirus registrati da ieri in Veneto, portando il totale a 26.402. Si tratta di un dato in aumento rispetto agli ultimi giorni: ieri i nuovi casi erano stati +150, il giorno prima +119. Sono 2 i decessi da Covid-19 registrati da ieri. Cala però il numero dei pazienti in terapia intensiva di 5 unità passando così a quota 17, mentre aumentano di 117 unità le persone attualmente positive al virus nella regione, portando il totale a quota 3.272.

L’aumento arriva a pochi giorni dalla vittoria di Luca Zaia nelle elezioni regionali, una vittoria dovuta in parte anche alla buona gestione dell’epidemia nella regione. Stando all’ultimo report settimanale (del 22 settembre) i casi positivi erano aumentati di +911 in una settimana, contro +564 guarigioni, mentre i decessi totali erano stati +16.

Mascherine obbligatorie all’aperto in Campania

ANSA/TINO ROMANO | Napoli

Pugno duro del presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, eletto da poco con un plebiscito di voti, che da oggi ha firmato un’ordinanza contenente ulteriori misure per la prevenzione e la sicurezza. L’obiettivo è quello di contenere la pandemia del Coronavirus in un territorio che, ogni giorno, continua a registrare centinaia di casi.

Su tutto il territorio regionale, con decorrenza dal 24 settembre e fino al 4 ottobre, «fatta salva l’adozione di ulteriori provvedimenti in conseguenza della rilevazione quotidiana dei dati epidemiologici della regione», è stato disposto l’obbligo di indossare la mascherina anche all’aperto. «Occorre – ha spiegato De Luca – ripristinare immediatamente comportamenti responsabili, a maggior ragione con l’apertura delle scuole. Se vogliamo evitare chiusure generalizzate è necessario il massimo rigore».

A Genova mascherine obbligatorie anche all’aperto nel centro storico

ANSA/SIMONE ARVEDA | Il sindaco di Genova Marco Bucci

Nelle ultime 24 ore Genova ha registrato 63 nuovi casi di Coronavirus. Per questo «abbiamo deciso di prendere determinate misure precauzionali: estenderemo l’uso della mascherina, all’aperto, 24 ore su 24, indipendentemente dalla distanza interpersonale, in un’area del centro storico». A dirlo sono il sindaco della città ligure Marco Bucci e il neo riconfermato presidente della Regione, Giovanni Toti.

L’area dove sono state applicate le nuove misure comprende il porto antico, la stazione Principe, piazza Matteotti e via Ravasco. Le sanzioni prevedono anche la chiusura dei locali. «Il cluster del centro storico continua ad alimentare il ricovero di pazienti negli ospedali soprattutto verso il Galliera» ha commentato Toti.

TUNISIA

EPA/MOHAMED MESSARA | Tunisi, Tunisia

Test prima della partenza e quarantena in entrata per i cittadini italiani

A partire da lunedì 28 settembre per entrare in Tunisia tutti i cittadini italiani dovranno esibire un test che attesti la loro non-positività al virus. Il test dovrà essere stato effettuato nelle 72 ore precedenti all’imbarco e non prima di 120 ore al momento dell’ingresso nel Paese. Una volta arrivati, tutti dovranno comunque passare un periodo di quarantena obbligatori di almeno 7 giorni. Se dovessero sviluppare dei sintomi o risultare positivi, la nuova quarantena dovrà essere di almeno 14 giorni.

La decisione è stata presa in seguito all’ennesimo aumento nei casi di Coronavirus nel Paese. Stando ai dati della John Hopkins nel Paese – che conta una popolazione di circa 11 milioni di persone – il numero di positivi è attualmente pari a 12.479, con 174 morti registrate a causa del Covid.

L’Italia passa così dal “verde” all’”arancione” in termini del livello di rischio complessivo. Meno rispetto alla Francia – classificata come “rossa”: non sarà più possibile infatti entrare in Tunisia per chi viene dalla Francia, ad esclusione dei cittadini con nazionalità tunisina oppure residenti in Tunisia.

BRASILE

EPA/JOEDSON ALVES | Le proteste contro la gestione del Covid del governo Bolsonaro, Brasilia giugno 2020

Passi avanti nella sperimentazione del vaccino cinese

È una notizia del giorno che la Russia avrebbe già incassato ordini per circa 200 milioni di dosi del vaccino Sputnik V. Tra i vari paesi a cui sarebbero destinate, c’è il Brasile che però aveva già avviato la sperimentazione sul vaccino cinese, Coronava. Secondo il governatore dello Stato brasiliano di San Paolo, Joao Doria, i primi risultati sarebbero molto positivi e la terza fase di sperimentazioni – condotte dalla compagnia Johnson&Johnson – dovrebbe partire da ottobre.

Doria oggi ha annunciato che il vaccino cinese è risultato sicuro al 94,7% nei test effettuati sui volontari. «I risultati degli studi clinici condotti in Cina hanno mostrato un basso indice, pari al 5,3%, di effetti avversi e di bassa gravità. La maggior parte di questi volontari ha avvertito appena un po’ di dolore nel luogo di applicazione del vaccino», ha dichiarato Doria secondo cui i risultato certificano «un eccellente profilo di sicurezza (94,7%)» a conferma «di quanto già affermato dall’Oms, secondo cui il Coronava è uno degli 8 vaccini più promettenti in fase di sviluppo».

RUSSIA

EPA/YURI KOCHETKOV | Mosca, Russia

Ordinate 200 milioni di dosi di vaccino russo

Sono circa 200 milioni le dosi del vaccino russo Sputnik V contro il Coronavirus che sono già state ordinate da Messico, Brasile e India. A renderlo noto è l’amministratore delegato di RDIF Kirill Dmitriev. E non è finita qui: sono attesi altri ordini da ben sette paesi dell’America Latina, del Medio Oriente e dell’Asia. Un vero e proprio successo per la Russia del presidente Putin, un vaccino arrivato in tempi record per la lotta alla Covid-19.

«Nel prossimo futuro nomineremo gli altri sette Paesi. E sono grandi paesi», ha dichiarato Dmitriev in una conferenza stampa virtuale ospitata da Interfax. «Per ragioni politiche i paesi dell’Ue e gli Stati Uniti stanno cercando di sostenere i loro vaccini e di impedire l’acquisto del vaccino russo» ha concluso. In Russia sono 1.123.976 i contagi; 19.867 le vittime.

UNIONE EUROPEA

EPA/JOHN THYS | Stella Kyriakides

L’allarme: «In alcuni Stati situazione peggiore di marzo»

Secondo la commissaria europea alla Salute, Stella Kyriakides, la situazione dei contagi da Covid-19 in alcuni Stati dell’Unione europea sarebbe addirittura «peggiore rispetto al picco di marzo». In conferenza stampa, infatti, ha espresso preoccupazione per il modo in cui si sta evolvendo la pandemia. Il pericolo è ancora dietro l’angolo: in questo momento è vietato abbassare la guardia, anche in Italia, come spiegato ieri a Open dal matematico Giovanni Sebastiani.

«Questo significa che le misure di controllo adottate non sono state abbastanza efficaci o non sono state applicate, o non sono state seguite come avrebbero dovuto – ha aggiunto la commissaria europea alla Salute – Cosa che è chiaramente sottolineata nella valutazione del rischio che viene presentata oggi dall’Ecdc (ovvero dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, ndr)».

Bce: «Colpiti gravemente in consumi privati»

EPA/PATRICK SEEGER | La presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde

La crisi da Coronavirus ha avuto un impatto su tutta l’Eurozona. Nel suo bollettino diffuso oggi la Bce ha dichiarato come la crisi vissuta negli ultimi mesi abbia «rappresentato un triplice shock per l’economia mondiale». In particolare «a differenza delle crisi passate, questa crisi ha colpito in modo particolarmente grave i consumi privati nel primo semestre del 2020».

In prospettiva, «se è probabile – afferma l’organo con sede a Francoforte – che gli effetti negativi delle misure di contenimento verranno meno e che la produzione mondiale registrerà un graduale recupero, la perdurante incertezza circa le prospettive economico-sanitarie continuerà a gravare sui consumi, frenando così una ripresa più vigorosa dell’attività economica».

La Bce indica anche che c’è stato un recupero dell’economia in linea con quanto si attendeva «benché il livello dell’attività rimanga ben al di sotto dei livelli antecedenti la pandemia di Coronavirus».

ISRAELE

EPA/ATEF SAFADI | Gerusalemme, Israele

Quasi 7 mila casi nelle ultime 24 ore

Continua la stretta di Israele sulla vita sociale dopo che questa settimana sono state implementate ulteriori misure restrittive. A seguito di un aumento dei contagi, quasi 7 mila nelle ultime 24 ore, il governo israeliano ha approvato un altro lockdown, molto più rigido e rafforzato rispetto a quello già in atto. Il nuovo blocco entrerà in vigore domani e durerà fino all’11 ottobre, data che segna la fine delle feste ebraiche.

I provvedimenti adottati dalla maggioranza riguardano la chiusura dei servizi non essenziali, il divieto di manifestazioni oltre un chilometro dalla propria abitazione e con un numero massimo di 20 persone. Per quanto riguarda le funzioni religiose, le sinagoghe saranno aperte solo per le cerimonie della celebrazione del Kippur.

REGNO UNITO

EPA/WILL OLIVER | Il premier britannico Boris Johnson

Boris Johnson: «Virus si sta diffondendo in Europa in maniera esponenziale»

Il premier inglese insiste: «Faremo tutto il possibile per evitare un nuovo lockdown». In un discorso televisivo alla nazione, Boris Johnson ha ricordato ai cittadini che vuole evitare un altro blocco totale, ma il Covid-19 sta «tornando a diffondersi in maniera esponenziale, come vediamo» dai numeri di Paesi «come la Spagna o la Francia», ha aggiunto.

Per evitare un’ulteriore crescita dei contagi il Regno Unito – ha dichiarato – deve adottare le nuove restrizioni annunciate «per frenare il virus». Sulla situazione dei giovani Johnson ha ribadito la posizione di molti esperti sanitari europei: «Non è realistico pensare che il contagio dei giovani sia privo di conseguenze, poiché esso finisce «inevitabilmente» per coinvolgere altre fasce d’età». Alla fine ha invitato i cittadini a mostrare «disciplina».

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