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A Bruxelles il sistema più complesso: la mappa delle vie «con» e «senza» mascherina

Alle restrizioni nazionali decise dal governo la città ha aggiunto quelle locali disegnando un complicato perimetro di vie “si-mask o “no-mask” …

Muoversi a piedi per la città Bruxelles in queste settimane può rivelarsi piuttosto complicato senza disporre dell’aggiornata mappa cittadina (scaricata o in tasca) su quali strade prevedono la mascherina indossata e quali invece sono free. Sì perché dagli ultimi giorni di luglio il governo federale del Belgio ha deciso, in seguito a un aumento dei contagi nel Paese, di introdurre nuove misure restrittive per limitare la diffusione del Covid-19 (attualmente il Belgio è 36esimo nella mappa mondiale dei contagi con 68.751 casi confermati). Ma alle decisioni centrali la città di Bruxelles, dal 29 luglio, ha aggiunto ulteriori misure locali «al fine di rispettare al meglio le misure del governo», si legge sul sito ufficiale della municipalità cittadina. Risultato, una mappa della città con il perimetro di “zone rosse” in cui la mascherina indossata è obbligatoria anche all’aperto. Si parla delle vie pedonali dello shopping e di altre ritenute comunque ad alta frequentazione di persone. Ma l’obbligo varia da strada a strada. Così se, per esempio state passeggiando su Avenue de la Brise bisogna avere la mascherina su bocca e naso e la si può abbassare se si gira in Avenue du Forum, ma non in Avenue Musaard. Insomma, muoversi senza la mappa (aggiornata) sotto mano è impossibile. Lo dice anche Ryan Heath, capo per l’Europa del celebre sito di informazione Politico: « Congratulazioni Bruxelles, avete creato il perimetro di mascherine strada per strada più complicato del mondo».

Attenzione, poi, al gruppo di persone che decidono, nel caso, di passeggiare insieme. Tra le misure restrittive a livello nazionale adottate dalla premier Sophie Wilmes c’è anche quella che riguarda la restrizione della «bolla sociale», ovvero il numero di persone che è possibile frequentare ogni settimana che passa da 15 a 5. Ridotta anche la partecipazione ad eventi al chiuso (massimo 100 persone) e all’aperto (massimo 200). A Bruxelles, inoltre, caffè e ristoranti sono tenuti alla registrazione dei consumatori e così anche piscine, palestre, casinò e centri wellness.

E chissà come ha inciso, sulla sensibilità nazionale belga di questo periodo la brutta figura fatta di recente da un membro della famiglia reale, il principe Joachim, nipote del re Filippo, risultato positivo dopo un party a Cordoba, in Spagna, con 27 persone. Un party “fuorilegge” per la precisione (di qui l’imbarazzo) visto che il numero massimo consentito per le riunioni private in Spagna è di 15 persone. Tra queste c’era anche Victoria Ortiz, spagnola di Cordoba e fidanzata e futura sposa del principe. Dal Palazzo reale si era risposto, in difesa del principe, che all’interno della corte belga erano stato registrati dei casi di positività al Covid-19. Così il nipote potrebbe averlo contratto già in patria. Ma questo non sminuiva la brutta figura di non aver rispettato le regole di un paese straniero, la Spagna.

1 agosto 2020 (modifica il 1 agosto 2020 | 12:54)

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