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Coronavirus Torino - Cronaca

All’ospedale del Valentinoscoppia il caso delle maschere

Dopo altre giornate difficilissime, l’assessore alla Sanità, Luigi Icardi, respira. Ieri, martedì 17 novembre, 2.606 nuovi casi di coronavirus in Piemonte su oltre 16 mila tamponi. L’epidemia sta rallentando, sebbene i casi nelle Rsa stiano di nuovo crescendo — 176 solo nelle ultime 24 ore — e quasi uno studente su cinque sia risultato positivo finora. Ma i ricoveri nei reparti di degenza — il vero problema di questa seconda ondata — si sono mantenuti su numeri che non spaventano gli esperti dell’Unità di Crisi: più 76, quando nei tre giorni precedenti l’incremento medio quotidiano era stato di 60. «La pressione sugli ospedali sta diminuendo», ripete Icardi. Sempre ieri, l’assessore è sfuggito al voto per la mozione di sfiducia presentata dal Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale, rinviato. Ma lì ha dovuto comunque sottoporsi al fuoco di fila delle interrogazioni a risposta immediata dei consiglieri di minoranza. Da cui è emerso un nuovo caso.

È quello delle maschere che il personale sanitario dell’ospedale da campo nel V Padiglione di Torino Esposizioni — pronto per venerdì — sarebbe tenuto a indossare. Sono «respiratori con cappuccio, sistemi a pressione positiva in grado di fornire aria filtrata con efficienza pari al 99,95 per cento all’interno del cappuccio e di garantire una protezione totale di viso e collo», si legge nella relazione degli uffici regionali preparata per rispondere all’interrogazione del consigliere di Luv, Marco Grimaldi. Nei giorni scorsi, Grimaldi ha effettuato un sopralluogo nell’area, accompagnato da Icardi e dai tecnici, e attribuisce la scelta dei respiratori con cappuccio a un impianto di aerazione non adeguato. Dubbio che assale più di una persona a guardare le foto del padiglione.

Una sorta di hangar, profondo, quasi privo di aperture sui lati. «Una grotta», scrive il sindacato dei medici Anaao. E si pone tre domande. «Se sono più sicuri, perché non fornire gli stessi dispositivi agli operatori di tutti reparti Covid? Se invece, come sospettiamo, la fornitura è volutamente limitata al V Padiglione, perché l’attività in tale struttura necessita di protezioni più potenti? E se sono necessarie protezioni più efficaci per gli operatori, i pazienti continueranno, verosimilmente, a indossare mascherine chirurgiche?». Nella prima ondata, per altro, l’area era già stata giudicata inadeguata per accogliere alcuni senzatetto. Ma in serata Icardi smorza le polemiche: «L’uso di queste maschere è una sicurezza in più. Non è detto che sia necessaria, lo valuteranno i tecnici e comunque questi dispositivi sono già in dotazione al 118. L’impianto di aerazione? I tecnici stanno lavorando e fissando, tra l’altro, bocchette sul soffitto».

La Regione ha già accertato la sicurezza dell’area. Lo fatto pure dopo che lo stesso Grimaldi aveva reso noto uno studio del Politecnico in cui si rilevavano fattori di vulnerabilità su rischio sismico e alluvionale del V Padiglione. Ma il consigliere si arrabbia: «Spiace che la sanità regionale non sappia offrire di meglio».

17 novembre 2020 | 22:46

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Sorgente articoli: Vai

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