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Andrea su Instagram: «Affrontate la malattia come ho fatto io»

Il giovane influencer soffre di un disturbo bipolare e l’ha condiviso. L’obiettivo è far capire ai follower che la difficoltà va affrontata. Le sue «perle» d’ironia e l’invito ai colleghi: sui social, più umanità …

«Questa è una storia felice». Esordisce così, Andrea. «Sto molto meglio, so che ho un problema e ci faccio i conti». Il problema di cui parla è il disturbo bipolare, che ad Andrea Pinna – classe 1986 e una vita da influencer costruita sull’ironia del web – è stato diagnosticato due anni fa, dopo un’altalena destabilizzante di «up» e «down» sempre più acuti. «Il bipolarismo ti dà depressione ed euforia» spiega Andrea. «In fase di “up” sei ipercinetico e afinalistico, inizi cose che poi non finisci, mentre in fase di “down” ti serve il coraggio pure per girarti nel letto o farti una doccia. La doccia segna l’inizio della giornata e tutti gli inizi sono più difficili». La crisi peggiore Andrea l’ha avuta nel maggio del 2019, ma con il disturbo bipolare – che è un disturbo dell’umore – ci convive già dal 2016.

«Ci lavoro su da allora» racconta. Con l’aiuto di psicologi e psichiatri, che lo seguono e lo monitorano anche nella somministrazione della cura. «Ho capito che qualcosa non andava quando non mi sono più riconosciuto. Ero sempre più spento, non ero più io. A quel punto mi sono detto: questa non è la mia vita e sono disposto a tutto per riprendermela. Per prima cosa a chiedere aiuto». Poi, una volta capito il problema, Andrea ha preso una decisione precisa: condividere la sua esperienza con i suoi follower. Questo perché «avevo bisogno di prendermi del tempo, ma sentivo di dovere spiegare la mia assenza a chi mi segue con fedeltà» spiega Andrea, «e soprattutto siccome di queste cose non se ne parla, ho capito che raccontare, con la mia chiave ironica e senza lacrime, ciò che mi stava succedendo avrebbe potuto aiutare qualcun altro che magari stava vivendo ciò che vivevo io. Non per spaventare, ma per informare».

I più giovani, in particolare. Visto che «di problemi psicologici e psichiatrici si parla poco», creando spesso false convinzioni. «C’è ancora un grande stigma su questi temi. Intanto per ignoranza. Si pensa che il bipolare abbia un disturbo della personalità, invece è un disturbo dell’umore: non ci sono due persone diverse che convivono nello stesso individuo» sdrammatizza con il sorriso, «ma semplicemente si passa da periodi di up a periodi di down, e meno ci si cura più sono l’opposto l’uno dell’altro. Purtroppo, però, c’è ancora molta vergogna nell’ammettere che si soffre di questo disturbo e io ho voluto dire ai ragazzi che mi seguono che, se dovesse capitare anche a loro, non devono vergognarsi e devono chiedere aiuto. Se non trovano il coraggio di curarsi rischiano di rovinare la vita loro e di chi hanno accanto, spesso sprofondando nelle dipendenze». È iniziata così «tra una battuta e l’altra, questa piccola battaglia» di Andrea che, dopo essersi sentito «disarmato per tanto tempo», oggi usa la leggerezza delle sue #leperledipinna anche per dire che «queste malattie colpiscono l’insospettabile» e che «questi disturbi, se non li affronti e non li risolvi, possono solo peggiorare e portare altri problemi».

Ma la campagna di Andrea riguarda anche il mondo dei social e degli influencer, di cui lui stesso è diretta espressione. Il suo desiderio, oggi, è «fare capire ai follower che su Instagram non seguono una pagina ma una persona, con i suoi alti e bassi. E anche quando si creano contenuti leggeri, come nel mio caso, non è sempre tutto rosa e fiori». Una riflessione che Andrea gira più direttamente anche ai sui colleghi influencer «contro il sogno della vita perfetta che molti di loro distribuiscono sui social: è tutto un viaggio perfetto, famiglie perfette, piscine perfette. Ma è disumanizzante. Invece un po’ di umanità in più ci vuole e già ammettere di avere una giornata “no” è una rivoluzione. La vita è fatta anche di dolori e malumori, ma sono tutte cose da cogliere e accogliere». Arriva così una nuova perla di Pinna al volo. «Il sogno della vita perfetta non lo comprerà più nessuno». Nemmeno sui social, che «apriranno il vaso di Pandora colmo di imperfezioni, che io amo molto più delle noiosissime simmetrie».

20 novembre 2020 (modifica il 20 novembre 2020 | 17:42)

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