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Coronavirus Esteri

Ardern trionfa su Collins: tartine al formaggio  (e niente mascherina)

Un plebiscito per la quarantenne premier uscente che ha sconfitto il coronavirus. I laburisti potrebbero governare da soli. Conservatori sconfitti: a Judith Collins non è bastata la promessa di riduzione delle tasse …

Prosegue lo spoglio in Nuova Zelanda: il partito Laburista della premier uscente Jacinda Ardern sta andando forte. Con il 40% delle schede scrutinate supera la barriera del 50% delle preferenze, contro il 26% del Partito Nazionale guidato dalla leader dei conservatori Judith Collins. Terza forza i Verdi intorno all’8%.

Tortine al formaggio

Seggi chiusi alle 19 ore locali (le 8 di questa mattina in Italia). La popolarissima Ardern, 40 anni, è arrivata al seggio portando agli scrutatori i tradizionali scones (brioche farcite) al formaggio. La sua vittoria non è mai stata in discussione. Durante la campagna elettorale, la premier che ha battuto il coronavirus è stata accolta da folle da stadio e selfie per la strada.

Un altro mondo: elezioni senza mascherine

Elezioni corona-free: nessun obbligo di mascherine né distanziamento sociale per la nazione di 5 milioni di abitanti che ha saputo bloccare sul nascere anche la seconda ondata di pandemia che si era affacciata ad agosto, provocando tra l’altro il rinvio delle elezioni alla data di oggi.

Governerà da sola?

Occhi puntati sui margini della vittoria laburista: in Nuova Zelanda si vota con il proporzionale, dopo la riforma voluta 24 anni fa. Ed è raro che un partito governi da solo. Superando il 50% delle preferenze, Jacinda Ardern potrebbe trovarsi in questa situazione: sarebbe anche un plebiscito personale dopo tre anni al potere.

Gli attentati di Christchurch

L’anno scorso la premier aveva dato prova di fermezza ed empatia, dopo gli attentati a due moschee di Christchurch dove un suprematista bianco uccise 51 persone. Nuova legge in Parlamento per bandire le armi semi-automatiche, mano tesa alla comunità musulmana dove Jacinda si presentò a capo coperto in segno di rispetto.

Super lockdown

Poi è arrivato il Covid-19. A fine marzo, quando appena 100 persone in Nuova Zelanda risultavano positive, Ardern decise un lockdown molto rigido con il motto «Go hard and go early». Presto e forte. Confini chiusi e un sistema di quarantena e tracciamento dei contatti molto efficace che ha portato alla «scomparsa» del virus per 102 giorni. Ad agosto Ardern impose un secondo lockdown mirato per il focolaio di Auckland, che ha dato i risultati sperati.

La sconfitta Judith

La rivale di Jacinda, Judith Collins, ha sperato fino all’ultimo di ribaltare i sondaggi che la davano perdente di fronte a 3,5 milioni di elettori. Ex avvocato, 61 anni, Collins ha contrapposto all’empatica Jacinda il volto di una donna pratica, quadrata, professionale, poco emotiva. Sperava che la sua proposta di riduzione delle tasse potesse fare breccia nell’elettorato in un periodo di vacche magre per l’economia.

Referendum: eutanasia e cannabis

Le due rivali erano contrapposte anche sul fronte dei due referendum (eutanasia e liberalizzazione della marijuana) per cui si è votato in coincidenza con le elezioni politiche. Collins decisamente contraria su entrambi i quesiti, Ardern più aperturista. Per gli osservatori è più probabile che sull’eutanasia vicano i sì, più incerto l’esito della consultazione sulla «marjuana libera». La seconda non è vincolante per il governo, mentre se gli elettori decideranno di approvare la legge sul «suicidio assistito», la norma diventerà legge nell’ottobre 2021. I risultati del due referendum saranno resi noti non prima del 30 ottobre.

17 ottobre 2020 (modifica il 17 ottobre 2020 | 10:31)

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