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Cherie Pridham è la nuova boss di Froome: è la prima donna a dirigere una squadra maschile del World Tour

Ex ciclista di alto livello, inglese, è stata ingaggiata da Israel Cycling Academy e guiderà in ammiraglia il campione britannico: «Nessuna paura. Il lavoro non cambia tra uomini o donne» …

Fino a pochi anni fa, di donne nel ciclismo professionistico ne circolavano pochissime e quelle poche erano ben nascoste. Sport maschile e purtroppo molto maschilista, il ciclismo poteva contare solo su qualche segretaria confinata negli uffici delle squadre a tenere la contabilità o occuparsi del magazzino.

Da non molto tempo a questa parte, qualcosa (sempre poco) è cambiato. Grazie a ragazze come la spagnola Raquel Ortolano, il primo medico donna in corsa (all’Astana) o alla toscana Erica Lombardi, nutrizionista sempre tra i kazaki. A Elke Weylandt (sorella dello sfortunato Wouter) che guida la logistica di Trek-Segafredo, Alice Rawlison fisioterapista alla Bahrain, Merel Poorthuis, chef viaggiante al Team Sunweb e a una decina di addette alle pubbliche relazioni o all’ufficio stampa. Troppo poco considerando le centinaia di posizioni disponibili.

Ma il primo vero salto culturale arriva dal Medio Oriente è la nomina di Cherie Pridham a direttore sportivo di Israel Start Up Nation, la giovane squadra World Tour israeliana creata dal miliardario canadese Sylvain Adams, l’uomo che ha portato il Giro d’Italia a Israele. Cherie, 49 anni, inglese, è la prima donna in assoluto a ricoprire questa carica nel professionismo maschile di livello assoluto. Cherie guiderà la macchina e le strategie di gara potenzialmente in tutte le gare, dalle Classiche a Giro e Tour.

Da giovane Cherie ha corso in bici ad alto livello (otto Tour de France) fino a un grave infortunio, ora si troverà a guidare il neo acquisto Chris Froome sull’ammiraglia di un team che su molti fronti è innovatore. Al sito Velonews.com, Pridham racconta di «aver iniziato a pedalare in Sudafrica (Paese natale della madre, Ndr) dove c’erano un sacco di ragazze che facevano ciclismo e molte gare miste per cui non ho mai fatto molte distinzioni di genere nemmeno quando ho allenato la mia prima squadra juniores, che era tutta maschile e poi le altre a livello under 23. Se sei seria e professionale, non vedo molte differenze. Guidare la macchina in una corsa di alto livello è molto stressante ma ci si fa l’abitudine».

Pridham è arrivata alla Israel in modo molto convenzionale: ha spedito il suo curriculum a una decina di squadre, ha avuto tre risposte di cui una positiva. Cherie sarà l’unica donna tra i dieci direttori sportivi del team israeliano e tra gli oltre 200 di tutto il World Tour. Un «circo», quello del grande ciclismo, dove mancano ancora del tutto donne in ruoli medici stabili e non esiste nessuna ragazza che si occupa, ad esempio, di meccanica. Facendo un rapido censimento, su circa 1000 posizioni totali quelle femminili non superano le quaranta e sono concentrate in lavori di ufficio. Nei tre team italiani Continental Professional, la serie B del ciclismo, purtroppo, di donne non c’è ancora traccia.

8 dicembre 2020 (modifica il 8 dicembre 2020 | 12:52)

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