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Chi è Sapan Desai, il dottore responsabile dei falsi studi sul coronavirus

Per i colleghi è il ritratto dell’ambizione impudente e spregiudicata: le sue analisi ritirate — con scuse — dalle più importanti riviste scientifiche …

dal nostro corrispondente
WASHINGTON — Abbiamo vissuto mesi di pandemia segnati spesso da messaggi contraddittori o da teorie senza fondamento. Adesso, piano piano, emergono i responsabili della confusione. In questa speciale classifica merita un posto di rilievo il dottor Sapan Desai, 41 anni, nato a North Store, nell’Illinois, figlio di migranti indiani. È il fondatore di una società di dati, Surgisphere, che si sta rivelando un pozzo di approssimazione, se non di vera disinformazione.

L’analisi pubblicata su Lancet

Desai, in collaborazione con un professore di Harvard, Mandeep Mehra, ha elaborato uno studio sull’utilizzo in chiave anti-Covid della idrossiclorochina, un farmaco anti-malaria. Per diverse settimane Donald Trump ha pubblicamente promosso questa possibilità, fino ad annunciare che lui stesso ne prendeva una compressa al giorno per prevenire il contagio. Era il 18 maggio scorso. Tre giorni dopo, il 21, Lancet, la pubblicazione medica più autorevole al mondo, pubblicò l’analisi di Desai e i suoi risultati apparentemente clamorosi. I pazienti trattati con clorochina e idrossiclorochina risultavano cinque volte più esposti degli altri ad aritmie cardiache e correvano, quindi, un alto rischio di morte. Il team di Surgisphere sostenne di aver esaminato le cartelle cliniche di circa 100 mila pazienti Covid, raccolte in 671 ospedali sparsi nei sei continenti.

I dati ottenuti «in via confidenziale»

L’impatto dell’articolo fu enorme. I laboratori di ricerca fermarono le sperimentazioni e anche l’Organizzazione mondiale della sanità interruppe i test. Ora in parte ripresi. Subito dopo, però, gli scienziati chiesero di acquisire la documentazione di base, in particolare la provenienza di quella massa imponente di dati. Il dottor Mehra rispose di non aver mai visto il materiale di partenza. Desai, invece, disse che non poteva rivelare le fonti, perché li aveva ottenuti in via confidenziale. Una replica inaccettabile per gli standard di Lancet.

Le scuse delle riviste scientifiche

Il 4 giugno— a seguito di uno scoop del Guardian, che mostra come i dati di Desai fossero, nella migliore delle ipotesi, sospetti — la rivista ritratta l’articolo, sconfessando il lavoro di Desai. Nello stesso tempo i medici avevano cominciato a dubitare anche dell’altro studio, apparso il 1 maggio sul The New England Journal of Medicine. In quella dissertazione, Desai, esaminava l’interazione tra Covid-19, malattie cardiovascolari e gli effetti, «non negativi», delle medicine per abbassare la pressione del sangue. Anche in questo caso incardinò la sua tesi su un profluvio di numeri: 8.910 diagnosi su contagiati Covid, ricavati da 169 ospedali in Asia, Nord America ed Europa. Sempre il 4 giugno anche The New England of Journal ritirò lo studio, scusandosi con la comunità scientifica.

Il ritratto dell’ambizione spregiudicata

Il New York Times è partito da qui, da questi due gravi passi falsi, per ricostruire la carriera, il successo e la caduta di Sapan Desai. Il giornale ha intervistato «più di due dozzine di persone che hanno conosciuto o avuto a che fare con il dottore negli ultimi vent’anni». Ne viene fuori il ritratto dell’ambizione impudente, spregiudicata in camice bianco. Desai è «rapido, brillante, precoce». Si laurea a 19 anni. Consegue il Ph. D. in medicina a 27 anni, nella Duke University Medical Center, a Durham, in North Carolina. In seguito ottiene un Master of Business Administration in medicina dalla Western Governors University, un istituto online di Salt Lake City (Utah) e, infine, pratica chirurgia vascolare all’University of Texas, a Houston.

I titoli di studio sulla targa dell’auto

Tutti titoli di studio che si porta letteralmente in giro nel Paese, visto che se li fa stampare sulla targa dell’auto. Ma tanta boria sembra ingiustificata, a leggere le testimonianze dei suoi superiori o colleghi, raccolte dal New York Times. Vanessa Olcese, responsabile del team che comprendeva anche Desai, alla Duke University, racconta: «Non potevi fidarti di quello che diceva; ogni volta dovevi verificare tutto ciò che faceva “cum grano salis”». Una mina vagante, secondo i colleghi. Approssimativo, superficiale nella diagnosi. Il caso più tragico nel 2016, solo quattro anni fa. Il dottore operò un uomo di 60 anni, rimuovendo una placca che si era formata nella carotide. Ma trascurò di informare i colleghi che il malato aveva sviluppato un sospetto rigonfiamento sul collo. Morì pochi giorni dopo.

Le cause giudiziarie

Desai è ancora inseguito da almeno tre cause giudiziarie per interventi sbagliati. Nel frattempo si è costruito un percorso parallelo. Nel 2008 ha fondato Surgisphere, mettendo a punto un prodotto, QuartzClinical, destinato ai laboratori e centri di ricerca. Il marchio di fabbrica è lo sfoggio dei dati ammassati: 1.200 ospedali, più di 240 milioni di pazienti in 45 Paesi. Con il Covid-19 sembrava arrivato il momento della consacrazione mondiale. Ma la pandemia ha brutalmente ridimensionato le ambizioni (o velleità) del dottor Sapan Desai.

28 luglio 2020 (modifica il 28 luglio 2020 | 17:31)

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