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Coronavirus Milano - Cronaca

Chi ha contratto il virus in questi giorni? Contagi in Rsa e famiglie

Solo 50 nuovi casi (ma con pochissimi tamponi):41 infezioni diagnosticate da ospedali e medici di baseAltri diciannove decessi. «Il rischio non è superato» …

Sono cinquanta in tutta la Lombardia i nuovi positivi al coronavirus emersi nel bollettino di lunedì. Pochi, non c’è dubbio, anche per il trend stabile/calante delle ultime settimane, ma il dato risente fortemente dell’esiguo numero di tamponi analizzati: 3.572, contro gli oltre 10 mila al giorno a cui possono arrivare i laboratori lombardi quando lavorano a pieno regime. Il dato incide in profondità sull’andamento nazionale. Sono 178 i nuovi casi in Italia, un valore che non si vedeva dall’inizio dell’epidemia.

Chi sono questi 50 contagiati lombardi? Proviamo a guardarli da vicino. Innanzitutto sono pazienti sottoposti a tampone negli ultimi giorni. Tra loro c’è un solo operatore sanitario del Comasco, tre casi riguardano invece residenze sanitarie per anziani (in particolare due nella provincia di Milano e uno nel Lecchese). In molte di queste strutture, com’è noto, il virus ha avuto impatti devastanti e sono in corso varie inchieste per accertare le responsabilità. Solo cinque casi sono stati individuati grazie al test sierologico, ovvero il prelievo del sangue utile a scovare chi ha sviluppato gli anticorpi al coronavirus. I positivi a questo test vengono poi sottoposti a tampone per capire se sono ancora contagiosi. Dei cinque infetti così emersi, uno abita nella provincia di Bergamo, tre nel Milanese e uno nel Pavese. Rimane una grossa fetta di 41 cittadini che hanno scoperto di avere l’infezione in corso o grazie a un passaggio in ospedale o dopo essersi rivolti al medico di famiglia, che ha il compito di richiedere un tampone per tutti i pazienti con sintomi sospetti. Nella maggioranza dei casi si tratta di residenti nella provincia di Milano, dove ieri si contavano 18 nuovi positivi, otto dei quali in città. Tra loro ci sarebbero anche un minorenne e un giovane.

A oggi sono 20.861 i malati di Covid-19 monitorati, 167 dei quali ricoverati in terapia intensiva, tre in meno rispetto a domenica. Altri 3.085 sono assistiti in reparti di media intensità. Sono 19 i morti a causa del coronavirus, mentre domenica erano 33. Dall’inizio dell’epidemia sono 16.131 i decessi attribuiti al virus. «Tutti gli indicatori — dice l’assessore alla Sanità Giulio Gallera a Rtl 102.5 — sono in miglioramento, sono scesi i numeri dei contagiati, i numeri di chi ha fatto accesso al pronto soccorso, delle terapie intensive». Tuttavia la parola d’ordine rimane prudenza, ricorda l’assessore, anche a seguito del dibattito suscitato dalle parole del primario del San Raffaele Alberto Zangrillo, che aveva definito il virus «clinicamente scomparso» (concetto ribadito ieri: «Sono certo che il virus sia ancora tra di noi, però ci sono tanti virus tra di noi. Io ho detto testualmente “il virus è clinicamente inesistente, scomparso”»). «Le cose vanno viste con grande prudenza — dice Gallera —. Va dato un messaggio ai nostri cittadini: non è finito tutto quello che abbiamo vissuto, il rischio che ritorni in maniera forte c’è. Noi abbiamo quotidianamente alcune persone che si contagiano, oggi in maniera meno forte, molto meno aggressiva, però dobbiamo dare il messaggio che il mantenimento delle distanze, le mascherine, l’essere molto prudenti nelle attività è assolutamente necessario».

Non manca la polemica sanitaria di giornata. Le organizzazioni Unione sindacale italiana Sanità, Medicina democratica onlus e Comitato difesa della sanità pubblica di Milano hanno presentato un esposto in procura in cui accusano gli ospedali Santi Paolo e Carlo di organizzare visite private di medici pubblici a pagamento negli stessi orari destinati a quelle in regime pubblico. L’ospedale rigetta l’accusa.

2 giugno 2020 | 07:24

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