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Contro il Covid-19: tamponi in classe E il virus resta fuori

Partito nel capoluogo toscano il primo test a tappeto sugli alunni. Finora su 3.200 bambini ne sono risultati positivi tre, più un adulto del personale Ata. La rilevazione si chiuderà in gennaio con 32mila esami …

«Per la prima volta abbiamo uno spaccato reale della diffusione del virus nelle scuole. E ci racconta che sta circolando in maniera limitata». In effetti quattro positivi in tutto su oltre 3.200 test effettuati: tre bambini e un adulto del personale Ata. Il virgolettato è di Luigi Salvadori, presidente di Fondazione Cr Firenze da cui è stata finanziata l’intera operazione promossa in sinergia con il Comune, la Ausl Toscana Centro, la Società della salute di Firenze e l’Ufficio scolastico regionale: operazione che ha portato Firenze a essere finora «l’unica grande città italiana – ha sottolineato il sindaco Dario Nardella – a fare gli screening con i tamponi rapidi nelle scuole». Da quelle dell’infanzia alle secondarie di primo grado, questo l’obiettivo. Al momento della presentazione del dato, pochi giorni fa, lo screening aveva coperto il 10 per cento della popolazione scolastica: in pratica le prime classi delle medie, con il loro personale. «E fino a oggi – aveva detto quel giorno Nardella – la percentuale dei positivi è estremamente ridotta. Intorno all’uno per mille».

Test rapidi, di questo parliamo. Ma comunque uno strumento di rilevazione importante da un punto di vista anche statistico alla luce delle polemiche mai del tutto sopite, e anzi periodicamente riattizzate, sulla scuola come luogo più o meno a rischio di focolai potenziali. E infatti la prima telefonata con il risultato di quegli oltre tremila test il sindaco l’ha fatta al ministro Lucia Azzolina: «Questa bassissima percentuale conferma – ha detto – che il contagio non parte all’interno delle scuole». Ma la volontà è quella di andare avanti per «avere un quadro completo sulla popolazione scolastica e aiutare gli istituti in questa seconda ondata». I test nelle primarie sono già partiti e «a gennaio riprenderemo lo screening nelle secondarie di secondo grado, nelle classi seconde e terze, per avere il polso della situazione anche dopo le vacanze di Natale che sono un momento ad alto rischio per tutti: vogliamo che anche il rientro a scuola sia garantito in sicurezza», ha detto il sindaco.

«La prima fase di test – ha spiegato nei dettagli il suo assessore Sara Funaro – è andata bene sia a livello di risultati sia a livello organizzativo. Grazie alla collaborazione fra la Società della salute, gli istituti scolastici, gli operatori, i medici, l’azienda sanitaria, siamo riusciti ad avere il risultato dei tamponi molecolari, fatti ai ragazzi che avevano il test rapido positivo, entro la sera stessa. E la Asl ha subito disposto la quarantena della classe interessata. L’altro dato significativo emerso – ha detto ancora – è che i tre casi di positività erano in classi e scuole diverse: a riprova che nelle scuole, almeno finora, non ci sono focolai». In totale alla fine saranno sottoposti al test quasi 32mila alunni (7.370 dell’infanzia, 15.250 della primaria e 9.279 della secondaria di primo grado) di 130 plessi scolastici di Firenze. Solo quelli autorizzati dalle famiglie, beninteso, ma «l’adesione – ha precisato l’assessore – è stata altissima».

«L’operazione di screening massivo sulla popolazione scolastica – ha aggiunto il presidente Salvadori – ci sta fornendo un utile spaccato sull’attuale diffusione del virus. Per la prima volta siamo in grado, dati alla mano, di affermare che in questo momento il virus sta circolando fra i ragazzi delle prime classi della secondaria di primo livello in maniera limitata. Per noi è importantissimo essere riusciti a individuare anche un solo caso che avrebbe potuto favorire un rapido contagio con un drammatico effetto moltiplicatore. Fondazione Cr Firenze ha voluto fare la sua parte per dare quante più certezze alle famiglie e ringrazio i genitori dei ragazzi che hanno responsabilmente acconsentito allo svolgimento dei test rapidi». Nelle prossime settimane, ha sottolineato Salvadori, la Fondazione estenderà la stessa possibilità ai comuni di Bagno a Ripoli, Scandicci, Fiesole e agli altri che saranno interessati: «Soltanto attraverso l’unione di tutte le istituzioni – ha ribadito – saremo in grado di vincere questa battaglia». Il sindaco Nardella ha rimarcato che «il modello di Firenze è stato raccolto dai sindaci metropolitani e abbiamo proposto al governo di replicare gli screening con test rapidi nelle scuole superiori quando torneranno in classe». L’operazione ha un costo complessivo di 350mila euro, fra acquisto dei test e pagamento degli operatori sanitari. La Fondazione già lo scorso marzo aveva stanziato risorse pari a 3,2 milioni di euro che sono state impiegate per l’acquisto di tute, mascherine e altro materiale sanitario anti-Covid.

22 dicembre 2020 (modifica il 22 dicembre 2020 | 07:23)

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