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Coronavirus, 28 migranti della Sea Wacht positivi. Il Viminale: garantita la sicurezza del Paese

Tamponi a tutte le 211 persone recuperate in acque internazionali dalla Ong tedesca. Ora sono in isolamento sulla nave-quarantena. La sindaca di Porto Empedocle: «La mia comunità è stata esposta al pericolo di un’epidemia» …

Sono 28 i migranti risultati positivi al Covid-19 dopo essere stati salvati in acque internazionali dalla nave Sea Watch. Le 211 persone recuperate dalla Ong tedesca sono state imbarcate sulla nave-quarantena Moby Zazà che è in rada a Porto Empedocle (Agrigento) e sono state tutte sottoposte a tampone. A far scattare l’allarme è stato il ricovero di uno dei migranti, originario del Camerun, nel reparto malattie infettive dell’ospedale «Sant’Elia» di Caltanissetta. E qui si è scoperta la sua positività. In seguito anche un altro migrante era stato portato in ospedale: si attende il risultato del test sul Covid-19. «Le procedure adottate garantiscono la piena tutela della sicurezza sanitaria del Paese» spiegano fonti del Viminale, precisando che «tutti i migranti sono stati sottoposti fin dal loro arrivo alle procedure previste dalle linee guida sul sistema di isolamento protetto elaborate dal ministero della Salute».

Mantenuta la distanza di sicurezza

I 28 migranti risultati positivi sono stati spostati in una sezione isolata nel mezzo della nave Moby Zazà. Al momento i positivi sono asintomatici o con sintomi del tutto lievi e non sono previste evacuazioni mediche. «Per l’intero periodo di quarantena – spiegano fonti del Viminale – sono state adottate misure di isolamento totale per i singoli, con la garanzia del mantenimento della distanza di sicurezza interpersonale sempre e comunque. I pazienti confermati e sospetti per il Covid-19 sono stati alloggiati in ponti isolati della nave: come previsto dalle linee guida, è stata istituita a bordo una `zona rossa´ in cui il personale può accedere unicamente con dispositivi di protezione individuali completi».

Controlli sanitari e zona rossa

Per tutti gli altri 181 migranti ancora a bordo del traghetto Moby Zazà – fa sapere il Viminale – è attivo un servizio di sorveglianza che prevede uno screening individuale due volte al giorno per la ricerca di eventuali sintomi, con particolare attenzione a quelli respiratori. Fra due giorni verranno sottoposti ad un nuovo test rino-faringeo per scoprire eventuali altri contagi. Al termine del periodo di quarantena obbligatoria, tutti i migranti verranno sottoposti ad un ultimo accurato screening per garantire la piena tutela della salute pubblica al momento dello sbarco. Anche la Croce Rossa, con il coordinamento della prefettura e delle autorità sanitarie, continua a monitorare la situazione.

Sea Watch: coscienti del pericolo ma il nostro dovere è salvare vite

L’equipaggio di Sea Watch che ha salvato i 211 migranti in acque internazionali, resta in isolamento all’interno della nave. La Ong tedesca ha chiesto di effettuare un secondo tampone ai membri dell’equipaggio: il test prima della partenza della nave era negativo. «Siamo coscienti di operare in un contesto pandemico e ci siamo preparati per mesi per sviluppare e adattare le relative procedure sanitarie, non possiamo però sottrarci al dovere, che dovrebbe essere dei governi europei e non della società civile, di soccorrere queste persone e portarle in salvo» spiega Giorgia Linardi, portavoce di Sea Watch . «Il soccorso attraverso navi organizzate con personale medico e procedure idonee costituisce una garanzia di sicurezza rispetto agli arrivi incontrollati» aggiunge. Sea Watch ha informato le autorità dello stato di bandiera sulla situazione e ha chiesto «il supporto del governo tedesco in solidarietà con l’Italia».

La sindaca: «Perché sono scesi in banchina?»

In attesa dei controlli sanitari, scoppia la polemica. «Voglio andare fino in fondo, capire cosa è avvenuto. Perché a una nave Ong è stato concesso di sbarcare a Porto Empedocle, che fino a poco tempo fa era considerato un porto non sicuro. Perché i migranti non sono stati trasbordati sulla nave-quarantena a largo, invece di arrivare sulla banchina. La mia comunità è stata esposta al pericolo di un’epidemia» dice la sindaca di Porto Empedocle Ida Carmina. «Il clima nel mio paese è abbastanza surriscaldato – prosegue – Siamo costantemente esposti a un pericolo» dice la prima cittadina che ricorda il suo impegno per la nave-quarantena.

24 giugno 2020 (modifica il 24 giugno 2020 | 14:19)

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