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Coronavirus Roma - Cronaca

Coronavirus a Roma, negativo il primo test di Raggi

Altra sanificazione a Palazzo Senatorio dopo il caso del capo di gabinetto e quello del consigliere di FdI. Zingaretti cambia foto sui profili social e sceglie una con la mascherina. Uscar: file e ritardi, tracciamenti in ritardo …

Zingaretti cambia foto sui social e mette la mascherina

La foto sui profili socialLa foto sui profili social

Il presidente della Regione Lazio e segretario Pd Nicola Zingaretti ha cambiato la foto degli account social per metterne una in cui indossa la mascherina. «Mettiamola. Combattiamo il Covid, proteggiamo noi stessi e gli altri», ha spiegato nel post Zingaretti. Intanto, da Villasimius (Cagliari) — dov’è in corso il congresso della Federazione dei medici di famiglia — Pier Luigi Bartoletti, segretario della Fimmg di Roma e responsabile delle Uscar, le squadre di «cacciatori di positivi» nel Lazio, lancia l’allarme: «File ai drive in, tempi sempre più lunghi per avere l’esito del tampone, un sistema che rischia di ingolfarsi e di compromettere l’indispensabile opera di tracciamento dei contatti». Sono solo alcune delle debolezze che si cominciano ad osservare nella lotta al coronavirus, secondo Bartoletti.

Uscar: nel Lazio file e ritardi, tracciamenti a rischio

«Le file ai drive in? Erano prevedibili. Lo avevo detto a luglio all’assessore D’Amato — prosegue il segretario della Fimmg — Se l‘infezione diventa a trasmissione intrafamiliare aumenta a dismisura la richiesta di tamponi. Per di più ormai la risposta al test arriva mediamente dopo 5-7 giorni, troppo per un contact tracing efficace. Consideriamo che abbiamo una percentuale di positivi del 2,6% rispetto ai tamponi, quindi accelerare i tempi consentirebbe anche di `liberare´ quel 97,4% che è negativo, e in attesa del referto non può uscire e tornare al lavoro». Inoltre i pediatri, per certificare il rientro in classe, «chiedono tutti o quasi di fare il tampone – dice Bartoletti – e anche questo era prevedibile, la norma induce a fare questo». Risultato: «Nei drive in la situazione è pesante, la richiesta è decuplicata e il personale è sempre lo stesso». E il rischio di perdere il controllo dei link epidemiologici è alto: «Non è più il tempo dei cluster circoscritti, il virus è diffuso sul territorio ed è cruciale bloccare i contatti per tempo». Una soluzione potrebbe venire dal via libera alla possibilità di fare il tampone direttamente dal medico di famiglia, «una proposta che abbiamo sottoposto alla Regione, che si è detta d’accordo».

7 ottobre 2020 | 10:58

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