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Coronavirus, blocco  dei licenziamenti, c’è  la proroga fino a marzo

Stop ai contributi aggiuntivi a carico delle imprese che usano la cassa integrazione. Il premier Conte: «Di più non potevamo fare». Furlan (Cisl): «Decisione che dà un minimo di serenità alla gente». …

«Ma siete rimasti senza audio oppure senza parole?». La riunione come al solito è in videoconferenza e il presidente del consiglio Giuseppe Conte si concede una battuta, visto che i sindacati non reagiscono alla nuova proposta del governo sul blocco dei licenziamenti.

Il nuovo pacchetto è stato appena illustrato dal ministro del Lavoro Nunzia Catalfo: il blocco dei licenziamenti, introdotto all’inizio della pandemia, non scade più a fine gennaio, come da ultima modifica, ma arriverà fino alla fine di marzo. Una proroga che va incontro alle richieste di Cgil, Cisl e Uil che altrimenti erano già pronti allo sciopero generale.

Ma nel pacchetto c’è anche un altro elemento che va invece incontro alle richieste di Confindustria, contraria alla proroga del blocco dei licenziamenti. E cioè l’eliminazione del contributo aggiuntivo a carico delle aziende che utilizzano la cassa integrazione, che sarebbe andato dal 9 al 18% in modo inversamente proporzionale alla perdita di fatturato. Un punto per parte, un altro segnale di quanto la situazione sia seria sul piano economico. «Di più non potevamo fare» dice Conte.

«È una decisione che consente di dare un minimo di serenità alla nostra gente» dice Annamaria Furlan, Cisl. Il ministro Catalfo ha poi annunciato che lunedì partiranno i tavoli di confronto per la riforma delle politiche attive e degli ammortizzatori sociali.

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