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Coronavirus, crollo del Pil Usa: giù del 32,9%   È il peggior dato di sempre, Borse in rosso Così il virus distrugge l’economia: le schede

Gli effetti del coronavirus pongono fine a un’espansione economica durata ben 11 anni, la più lunga mai registrata negli Stati Uniti …

Il dato (leggermente) migliore delle attese

Il dato è solo leggermente migliore delle stime degli analisti, che alla vigilia temevano che l’economia Usa avrebbe potuto subito un tracollo del 34,5%. Il calo del Pil americano nel secondo trimestre è senza precedenti per la sua severità. L’unico paragone possibile nella storia americana moderna è la Grande Depressione e la Seconda Guerra Mondiale, ovvero prima che iniziasse la raccolta dei dati ufficiale dal 1947.

Recessione Usa è ufficiale

In seguito a questo dato, gli Stati Uniti entrano ufficialmente in recessione. La contrazione del 32,9 fa seguito a quella del 5% già registrato nel periodo gennaio-marzo. Avendo registrato due trimestri consecutivi col segno meno, gli Stati Uniti sono quindi in recessione dal momento in cui sono stati imposti i lockdown in tutto il Paese per rallentare la diffusione del coronavirus. L’economia è prevista in ripresa nel terzo trimestre, anche se la nuova ondata di contagi rischia di rallentare parecchio il ritmo della crescita, soprattutto nel confronto annuale. Gli effetti del coronavirus hanno posto fine a un’espansione economica durata ben 11 anni, la più lunga mai registrata finora negli Stati Uniti.

Borse in forte calo, a Milano male Eni e Unicredit

Le Borse hanno subito negativamente tanto le attese quanto l’ufficialità del tracollo del Pil americano: e Borse internazionali continuano a vivere una giornata difficile, con cali generalizzati (qui, l’andamento degli indici azionari e le quotazioni di Borsa in tempo reale).
Piazza Affari non fa eccezione e si adegua al pessimismo diffuso. La Borsa di Milano (qui in tempo reale) prosegue pesante, anche se sopra i minimi di seduta, dopo i dati del Pil americano del secondo trimestre, crollato del 32,9%, e quello tedesco sceso del 10,1%. Continuano a faticare anche Francoforte (-2,4%), Londra (-1,7%) e Parigi (-1,3%), con gli investitori preoccupati per l’andamento dell’epidemia di coronavirus e dei suoi impatti sull’economia, i cui rischi sono stati ricordati sia dalla Fed che dalla Bce.

Sul Ftse Mib (-2,4%) pesa il tonfo di Eni (-5,4%), assieme a quello dei bancari Unicredit (-5%, in asta di volatilità) e Banco Bpm (-4,2%), che scontano le vendite sul settore scatenate da Lloyds e Bbva. In una giornata ricca di conti soffrono Generali (-3,9%), Mediobanca (-3,8%), giù anche Fineco (-4%) e Saipem (-3,9%) . Fca (-3,7%) risente dei pessimi risultati di Renault e Vokswagen. In controtendenza Cnh (+0,8%) e Nexi (+0,1%) in scia alle trimestrali.

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