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Coronavirus Cronache

Coronavirus, emergenza casi nelle Rsa. Il ministero mette in allerta i Nas

In Toscana oltre mille anziani positivi. Focolai a Como, Parma e Foggia. Il governo scrive alle Regioni: «Più controlli su visite e personale» …

L’allerta c’era già. Ma a trasformarla in allarme, ieri, sono state le notizie arrivate da Firenze e da Como. In Toscana 1.103 anziani ricoverati nelle Rsa, le residenze sanitarie assistenziali, sono positivi al Covid. Quasi uno su nove. E a loro si aggiungono 100 operatori. Nella Rsa di Olgiate Comasco, invece, i contagiati superano l’80% dei 72 ospiti. E per questo la struttura si è chiusa in una bolla sanitaria, con il divieto generale di entrare ed uscire con la sola eccezione del personale che per motivi familiari non può vivere 24 ore al giorno nella struttura. Un dato generale, quello della Toscana, e un caso specifico, quello della provincia di Como, che fanno capire come anche nelle Rsa la seconda ondata possa essere peggiore della prima.

Oggi il ministero della Salute invierà una circolare a tutte le Regioni per chiedere loro di intensificare i controlli sul rispetto delle linee guida che, proprio sulle Rsa, sono state preparate dall’Istituto superiore di sanità. E in aggiunta ha già allertato i Nas, i nuclei dei carabinieri specializzati sui temi della sanità. Le linee guida dettano una serie di regole, in tutto sono quasi 80, che le Rsa devono rispettare non solo per visite esterne — limitandosi agli ingressi programmati e per non più di mezz’ora, mantenendo distanziamento e mascherine anche una volta all’interno — ma anche per i controlli sul personale interno che, nella stragrande maggioranza dei casi, entra ed esce ogni giorno dalla struttura.

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Limiti severi, specie sulle visite esterne, sui quali ci può essere a volte la tentazione di chiudere un occhio, magari per spirito di carità e con le migliori intenzioni. Ma con conseguenze potenzialmente devastanti visto che proprio nelle Rsa ci sono i più fragili tra i fragili e anche con il distanziamento si finisce per vivere a stretto contatto.«È chiaro — dice la sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa — che il contagio arriva dall’esterno. Ed è proprio per questo che serve la massima attenzione sul rispetto delle linee guida dell’Istituto superiore di sanità».

Negli ultimi giorni è stato un crescendo. Sabato i segnali erano arrivati dalla Rsa Fondazione Palena di Foggia: positivi tutti i 74 anziani ricoverati, di cui tre morti nelle ultime ore, i 28 dipendenti e anche il presidente. Il giorno prima era toccato alla Rsa di Roccabianca, in provincia di Parma, con 22 positivi su 34 ricoverati più diversi operatori. Ma i focolai di questo tipo sono ormai diffusissimi rendendo spesso difficile mandare avanti l’attività di assistenza. Nelle case di riposo di Villa Cozza di Macerata e di Mogliano, nelle Marche, sono dovuti arrivare i medici militari per dare una mano al personale decimato dal contagio.

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Proprio l’Istituto superiore di sanità ha analizzato gli effetti della prima ondata di Covid nelle Rsa. Tra il primo febbraio e la fine di aprile di quest’anno nelle strutture italiane ci sono stati 9.154 morti. Di questi, 680 erano risultati positivi al tampone, il 7,4%. Altri 3.092, il 33,8%, avevano avuto sintomi «simil-influenzali». Ma su di loro resta il punto interrogativo perché non avevano fatto il tampone.

8 novembre 2020 (modifica il 8 novembre 2020 | 23:01)

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