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Coronavirus, Francia: in un mese quadruplicano i casi. «La scienza non l’ha previsto»

L’allarme del premier Castex: i positivi sono a 39 su 100 mila, e i ricoverati 800 a settimana. Mascherine obbligatorie all’aperto in tutta Parigi …

PARIGI «Sta succedendo qualcosa che gli scienziati non avevano previsto. Dobbiamo reagire adesso», dice il premier Jean Castex. La Francia registra un aumento di quattro volte dei casi rispetto a un mese fa, con 39 positivi su 100 mila persone a livello nazionale, e un tasso di riproduzione del virus di 1,4 contro 0,7 in maggio. Poi, vengono ricoverati 800 pazienti alla settimana (un mese e mezzo fa erano 500) e 21 dipartimenti (le province francesi) sono «zona rossa». Preoccupano in particolare le situazioni di Marsiglia e di Parigi. Da questa mattina alle 8 è stato esteso a tutta la capitale l’obbligo di mascherina all’aperto che era già in vigore nelle zone più frequentate della città e in altre città come Marsiglia a Tolosa. Una misura che potrebbe presto riguardare molte altre località.

La mascherina a Parigi

È obbligatoria all’aperto (lo era già nei negozi e negli altri luoghi chiusi) in tutta la capitale e nei comuni vicini: chi contravviene rischia una multa di 135 euro. In un primo momento le autorità avevano previsto l’obbligo per chi cammina per strada ma anche per chi fa jogging o va in bicicletta o monopattino. L’assessore Emmanuel Grégoire ha protestato: «Diciamo alle persone di prendere la bicicletta per evitare affollamenti nei trasporti pubblici, e poi chiediamo di portare una mascherina che è particolarmente scomoda quando si va in bici. Bisognerebbe poi togliere l’obbligo di mascherina per chi corre: chiunque abbia fatto jogging una volta in vita sua sa che è impossibile farlo con una mascherina davanti al naso e alla bocca».

Per approfondire

Le polemiche

L’obbligo di mascherina all’aperto arriva a pochi giorni dalla riapertura delle scuole – il 1° settembre -, un momento cruciale per la società e l’economia e anche per i futuri sviluppi dell’epidemia. Un ritorno graduale nelle classi era cominciato già nel maggio scorso, a scaglioni, ma adesso è generalizzato per tutti gli allievi, che dagli 11 anni in poi dovranno tenere la mascherina durante le lezioni, alle medie e al liceo. La paura è che la scuola finisca per fare degradare definitivamente una situazione già difficile e che provochi l’arrivo della temuta seconda ondata in autunno. Per questo il governo insiste sulle mascherine, che però provocano proteste e perplessità. Molti ricordano le frasi del ministro della Sanità Olivier Véran e dell’allora portavoce del governo Sibeth Ndiaye, che all’inizio dell’epidemia assicuravano con leggerezza che «le mascherine per tutti non servono a niente». Oggi sono diventate l’arma principale nella lotta al virus con qualche effetto curioso: a Parigi, per esempio, è vietato toglierle per mangiare un gelato per strada. Ma resta possible sedersi ai tavolini all’aperto per bere o mangiare qualcosa, o togliere la mascherine in occasione di un picnic. Ci sono poi gli insegnanti, alcuni dei quali non vogliono sottostare all’obbligo di indossare la mascherina mentre fanno lezione in classe, dalle elementari al liceo.

I Paesi vicini

Di fronte ai dati poco rassicuranti della Francia, la Germania ha deciso di mettere nella lista rossa delle «zone a rischio di circolazione del virus» le regioni di Parigi e di Marsiglia. Chi arriva in Germania in provenienza da quelle zone ha l’obbligo di fare il test e di mettersi in quarantena in attesa del risultato. Una misura alla quale ha dovuto sottoporsi anche il ministro degli Esteri francese, Jean-Yves Le Drian, prima della visita di ieri a Berlino. Anche il Belgio ha preso provvedimenti simili nei confronti di chi arriva dalla Francia, ma continua a mancare un coordinamento europeo. La quarantena con la Francia era stata decisa già all’inizio dell’estate dalla Spagna, mentre per adesso non sono previsti provvedimenti di questo tipo con l’altro Paese confinante, l’Italia.

28 agosto 2020 (modifica il 28 agosto 2020 | 12:32)

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