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Coronavirus, Galli: «Il non necessario a breve andrà tolto: arrestiamo il trend o siamo nei guai»

Il primario di Malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano: «La sfida è riuscire a curare i malati covid e contemporaneamente i pazienti con altre patologie» …

«In ospedale vedo gli infermieri sconfortati, qualcuno prossimo al pianto». Massimo Galli, primario di Malattie infettive al Sacco di Milano, fa il punto di quello che sta succedendo in Italia. «La situazione è abbastanza critica». Dalle parole emerge una certa amarezza.

I contagi da coronavirus e i ricoveri aumentano rapidamente.
«Un déjà vu che avremmo volentieri evitato. L’impatto psicologico sul personale sanitario è pesante».
Stupisce la rapidità con cui crescono i numeri.
«I non profani questa cosa se la aspettavano. Se un fenomeno prende un determinato andamento, puoi prevedere come proseguirà e in quali tempi. Senza essere un mago».
La ripresa di forza dell’epidemia era prevedibile?
«Era relativamente chiaro che avremmo avuto presto una triste sorpresa. Inaccettabile che altri affermassero il contrario sulla base di nulla. Ora o troviamo il modo di arrestare il processo o siamo nei guai».
Cosa ha scatenato l’aumento dei casi?
«Non ci troveremmo di fronte all’attuale necessità di inasprimento delle regole se ci fosse stata un’estate di altro tipo, con più attenzione ad evitare la trasmissione del virus».
Un’estate «troppo vivace».
«Parecchi comportamenti hanno fatto da volano alla diffusione del contagio, anche in Regioni che erano state risparmiate nella prima fase».
Le scuole hanno inciso?
«La ripresa delle lezioni in classe, con il conseguente movimento di persone, in parte ha contribuito. È spiacevole dirlo ma è innegabile».
Nei mesi scorsi si è parlato di nuova normalità, ovvero della possibilità di continuare con la vita di sempre, a patto di seguire alcune precauzioni. Ora invece arrivano le prime limitazioni.
«Siamo di fronte a una realtà che ci costringe a capire che alcune cose sono al di fuori della nostra portata ora. Non parlo di rinunce definitive: forse in futuro torneranno possibili».
Dobbiamo rassegnarci a non giocare più a calcetto e a cancellare l’aperitivo sui Navigli?
«Tutto quello che non è necessario a breve dovrà essere tolto di mezzo».

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Gli ospedali riusciranno a gestire una seconda ondata di contagi e allo stesso tempo tutte le altre malattie?
«Per ripristinare i reparti Covid bisogna ridurre il volume delle altre attività. Nel breve periodo la sfida degli ospedali sarà questa: mantenere il più possibile l’assistenza ai pazienti per le altre patologie. Non è facile ed è uno degli aspetti che mi preoccupa».
Ci sarà di nuovo la paura di contagiarsi in ospedale?
«Sta tornando il sospetto tra i pazienti. Faccio loro un appello: non rinviate le cure necessarie».

17 ottobre 2020 (modifica il 17 ottobre 2020 | 23:45)

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