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Coronavirus Cronache

Coronavirus, Gimbe: 2.918 morti per Covid in una settimana. Impennata di contagi tra il personale sanitario

Monitoraggio relativo al 4-10 novembre: +70% di decessi. Terapie intensive oltre la soglia di saturazione in 11 Regioni. In un mese quasi 20mila positivi tra medici e infermieri. Lieve rallentamento della curva dei contagi. «Cambiare il monitoraggio» …

Un lieve rallentamento della curva epidemica. È questa la bella notizia che emerge dal monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe. Per il resto, però, il quadro è preoccupante soprattutto per quanto riguarda il numero di morti in questa seconda ondata di coronavirus. Nella settimana 4-10 novembre, rispetto alla precedente, le vittime sono cresciute del 70% arrivando a sfiorare quota tremila ( 2.918 contro i 1.712 decessi dei sette giorni precedenti). Sono in aumento tutti gli indicatori sulla circolazione diffusa dell’epidemia nel Paese: il numero dei nuovi casi (235.634 contro 195.051), i tamponi (872.026 contro 817.717) e il rapporto positivi/casi testati che arriva al 27% ( la scorsa settimana era al 23,9%). Crescono del 41% gli attualmente positivi (590.110 contro i 418.142 dei sette giorni precedenti). Si complica ulteriormente anche la situazione negli ospedali: aumentano i pazienti ricoverati con sintomi (28.633, il +35% in più della settimana precedente) e quelli terapia intensiva arrivati a quota 2.971 (+33%). «L’aumento degli attualmente positivi si riflette sul numero dei pazienti ricoverati con sintomi e in terapia intensiva, con gli ospedali sempre più vicini alla saturazione, oltre che sul numero di decessi, che nell’ultima settimana hanno superato quota 2.900» spiega Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe.

I posti letto in ospedale

Rispetto alla settimana precedente in quasi tutte le Regioni si rileva un lieve rallentamento dell’incremento percentuale dei casi che potrebbe dipendere nella migliore ipotesi dall’effetto delle misure di contenimento introdotte a fine ottobre. Oppure potrebbe essere conseguenza della saturazione della capacità di testing, visto che i casi attualmente positivi continuano ad aumentare ovunque. Destano preoccupazione i tassi di occupazione ospedalieri: in 11 Regioni è stata superata la soglia di saturazione del 40% dei posti letto in area medica e in altre 11 Regioni quella del 30% per le terapie intensive.

Gli operatori sanitari

Altro dato da monitorare con attenzione è il numero degli operatori sanitari contagiati dal momento che «negli ultimi 30 giorni – spiega il Presidente – si sono verificati 19.217 contagi, rispetto ai 1.650 dei 30 giorni precedenti. Oltre al rischio di focolai ospedalieri, in RSA e in ambienti protetti, preoccupa l’impatto sul personale sanitario, già in carenza di organico oltre che provato dalla prima ondata»

«L’indice Rt è uno specchietto retrovisore»

Il monitoraggio Gimbe della seconda ondata è stato presentato il 10 novembre alla Commissione affari sociali della Camera. Cartabellotta ha ribadito la necessità di rendere disponibili in formato aperto e dettagliato e ha rilevato le criticità del sistema di monitoraggio della pandemia che determina poi le scelte di governo. La limitata tempestività – dovuta ai tempi di raccoglimento dei dati e ai crescenti ritardi di notifica da parte delle Regioni – favorisce la corsa del virus. Non solo: «Il colore di una Regione viene deciso sulla base di due parametri principali: l’indice Rt e la classificazione del rischio attraverso i 21 indicatori. Ma il valore Rt è inappropriato per informare decisioni rapide perché, fotografa un quadro dei contagi relativo a 2-3 settimane prima e presenta numerosi limiti» spiega Cartabellotta. Insomma, secondo il presidente di Gimbe, «l’indice Rt usa lo specchietto retrovisore, invece del binocolo» e «rallenta la tempestività e l’entità delle misure per contenere la curva epidemica». Per questi motivi, «il sistema di monitoraggio non è uno strumento decisionale adeguato. Senza un immediato cambio di rotta sui criteri di valutazione e sulle corrispondenti restrizioni, solo un lockdown totale potrà evitare il collasso» conclude Cartabellotta.

12 novembre 2020 (modifica il 12 novembre 2020 | 11:06)

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