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Coronavirus, i numeri in chiaro. Pregliasco: «Il contagio rallenta, ma il quadro resta preoccupante. Sistema delle fasce da rivedere»

Il direttore dell’Istituto Galeazzi di Milano: «Per vedere un miglioramento concreto bisogna aspettare ancora una o due settimane»
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In Italia, nelle ultime 24 ore, sono stati 20.159 i nuovi positivi al Coronavirus. I decessi sono stati 300, secondo il bollettino di oggi, 21 marzo, del Ministero della Salute e dalla Protezione Civile. Il numero delle persone attualmente positive, a livello nazionale, si attesta a 571.672 unità. «Per fortuna anche oggi siamo sui 20 mila casi, non si è più arrivati a 26 mila, come la scorsa settimana», spiega a Open il virologo Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario dell’istituto Galeazzi di Milano.

L’andamento della curva epidemiologica

«Quello che il Paese registra – dice Pregliasco – è un dato pur sempre triste, sia per quanto riguarda i casi positivi, ma anche i decessi e i nuovi ingressi in terapia intensiva». Il virologo conferma che «stiamo assistendo a una tendenza al miglioramento», ma – avverte – «la situazione resta preoccupante». Nei prossimi giorni «sarà necessario valutare l’andamento, così da avere nel giro di 1-2 settimane un concreto miglioramento. Il picco previsto per questa settimana, comunque, rimane ancora da definire».

Il nodo delle varianti

«Il sistema a colori finora è riuscito non certo a controllare la malattia, ma a mitigare, a ridurre la velocità di arrivo dei nuovi casi. Ma con le varianti, con una maggiore contagiosità, e il coinvolgimento di pazienti molto giovani, questo piano dovrà essere rivisto per mantenere la stringenza cui potrà supplire solo il vaccino». Secondo Pregliasco, «in 7-13 mesi possiamo sperare in un ritorno alla normalità: perché questo accada, deve realizzarsi una grande campagna vaccinale e ritengo tutto ciò possa esserci».

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