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Coronavirus, il sondaggio: «Così è peggiorata l’immagine della Cina tra gli europei»

Secondo l’European Council on Foreign Relations c’è stato un forte calo di fiducia verso Pechino in Danimarca, Francia, Germania e Spagna. Meno pronunciato in Italia. La Cina piace di più ai bulgari …

Dal nostro corrispondente
Pechino – Un sondaggio d’opinione dell’European Council on Foreign Relations (ECFR.Eu) dà un quadro poco incoraggiante per la politica internazionale della Cina. Il think tank sottolinea che «i tentativi della Cina di dividere gli europei durante la crisi e la sua retorica apertamente ostile che ha preso di mira la risposta delle democrazie occidentali all’emergenza sanitaria sono serviti da campanello d’allarme» per l’opinione pubblica. Il think tank pan-europeo (che tra i suoi membri italiani conta Giuliano Amato, Marta Dassù, Piero Fassino e Romano Prodi) ha raccolto dati da diversi sondaggi tra cittadini ed esperti nelle ultime settimane e ha rilevato un peggioramento della percezione nei confronti della politica di Pechino. La mappa elaborata dall’ECFR chiede: «Il vostro modo di vedere la Cina è cambiato durante questa crisi?».

Come si nota dal grafico, solo per il 21 per cento degli italiani la percezione della Cina è migliorata, per il 37% è peggiorata e per il 42% non è cambiato o non sa bene come rispondere. Il peggioramento del giudizio degli italiani peraltro è il meno pronunciato tra gli otto Paesi critici. Unica eccezione nel panorama europeo la Bulgaria: 22% di pareri più positivi; 56% immutati; 22% peggiorati. Un altro commento del think-tank osserva che il sondaggio mostra quanto sia «divisiva la questione nella politica interna italiana e tra i partiti».

Oggi la Cgtn, canale in inglese della tv statale di Pechino informa che ieri si sono parlati in videoconferenza i ministri degli Esteri Wang Yi e Luigi Di Maio. Le due parti hanno discusso di cooperazione bilaterale, Il capo della diplomazia cinese ha «incitato a costruire una win-win cooperation». «Wang ha sottolineato la necessità di sbloccare il potenziale di collaborazione nei campi della digitalizzazione, della comunicazione informatica, delle infrastrutture, dei porti e sui mercati di Paesi terzi per ottenere un risultato vincente per entrambe le parti».

Martedì l’Unione Europea ha deciso di limitare l’export verso Hong Kong di attrezzature utilizzabili per la sorveglianza e la repressione. «Un gesto solo simbolico», ha osservato Pechino, ammonendo però gli europei a non varcare una soglia che danneggerebbe «i legami pragmatici» con la Repubblica popolare.

30 luglio 2020 (modifica il 30 luglio 2020 | 10:56)

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