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Coronavirus, in Europa fermo un aereo  su tre: l’assalto ai cieli di Ryanair e Wizz Air

Il traffico europeo è in calo di oltre il 50%, ma le due low cost stanno utilizzando tutti gli aerei della flotta. La sorpresa Alitalia che ad agosto sfrutta i velivoli meglio di Ryanair …

Coronavirus, in Europa fermo un aereo su tre: l'assalto ai cieli di Ryanair e Wizz Air

Coronavirus, in Europa fermo un aereo su tre: l'assalto ai cieli di Ryanair e Wizz Air

Con il traffico europeo che in questo scorcio di agosto vola alla metà di un anno fa, Ryanair e Wizz Air hanno messo in circolazione tutta la flotta nel tentativo di conquistare quanta più fetta del mercato continentale, mentre altri colossi non vanno oltre il 40-50%. Ma quello che un tempo era una delle caratteristiche vincenti delle due low cost — l’utilizzo massiccio dei velivoli — stavolta si traduce in un impiego inferiore, tanto che Alitalia riesce a far decollare i suoi aerei più volte al giorno della principale low cost d’Europa, quanto quella ungherese e più delle altre aviolinee «tradizionali». È quanto emerge da un’analisi del Corriere della Sera sui dati forniti da Eurocontrol, dalle società e dalle piattaforme specializzate.

Coronavirus, in Europa fermo un aereo su tre: l’assalto ai cieli di Ryanair e Wizz Air

Un terzo degli aerei a terra

Dopo un lungo periodo di ibernazione del trasporto aereo a livello globale a causa della pandemia e del blocco degli spostamenti — con i due terzi degli aerei commerciali a terra tra marzo e aprile secondo la società specializzata Cirium — a luglio c’è stata una ripresa parziale dei movimenti, in particolare in Europa. Ma siamo ancora lontani dai livelli pre-Covid che, secondo la Iata, la principale associazione internazionale dei vettori, potrebbero rivedersi nel 2023-2024. Infatti al 23 agosto — secondo i dati di Eurocontrol (organizzazione intergovernativa che vigila sui cieli europei) — su 5.226 velivoli adibiti al trasporto passeggeri volava il 64,7%.

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Gli aerei più utilizzati

È un numero in un periodo estivo di picco nel quale di solito le compagnie hanno difficoltà a trovare altri aerei per rispondere alla domanda. Di questi sono in servizio il 71,7% degli aerei di corto e medio raggio (Airbus A319/320/321 e Boeing 737) — peraltro modelli utilizzati proprio dalle low cost —, a conferma dei movimenti comunque circoscritti al Vecchio Continente. In parallelo sta decollando anche il 59,5% dei jet regionali (come gli Embraer), mentre la maggior parte dei velivoli usati per i voli intercontinentali (Airbus A330/350, Boeing 777/787) resta a terra: mettere piede in altri continenti resta ancora proibitivo.

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L’approccio delle low cost

A livello di compagnie — prese le prime venti in Europa per aerei e passeggeri trasportati — si nota l’approccio aggressivo delle low cost. Stando ai calcoli del Corriere, infatti, questi giorni sta volando il 99% della flotta di Ryanair (oltre 450 aerei) e quasi il 97% di quella di Wizz Air. Subito dopo un altro vettore a basso costo, Pegasus (Turchia), con il 95% degli aeromobili in attività. Colpisce, in questa graduatoria, la decisione dei vettori tradizionali Klm (Olanda) e Swiss (Svizzera) che hanno rimesso in circolazione l’87 e il 76% dei loro velivoli, in un periodo peraltro dove i collegamenti di lungo raggio sono ridotti al minimo. Più «conservatrice» la low cost easyJet che vola al 71% della flotta. Con il 61,5% Alitalia sta usando in percentuale più aerei di Air France (61%), British Airways (53%) e Lufthansa (42%).

I voli quotidiani

La proporzione non deve però far dimenticare che si tratta di flotte tra loro differenti come tipologia e numero. Perché, per esempio, Ryanair ha oltre 450 aerei, mentre Wizz Air circa 130. Così come, se si vanno a vedere i collegamenti operati nell’arco di una giornata la low cost irlandese vince in modo importante sulle inseguitrici con i quasi 1.900 voli in 24 ore, oltre 700 in più di easyJet e 1.300 più di Wizz Air. Alitalia — secondo i bilanci di Eurocontrol — domenica 23 agosto ha operato 281 voli, il giorno dopo 256.

La frequenza giornaliera

Ma questa è soltanto una faccia delle strategie delle compagnie. A un’analisi più approfondita la graduatoria cambia se si va a vedere quanti voli, in media ogni giorno, vengono fatti con gli aerei rimessi in servizio. È un indicatore rilevante perché contribuisce a valutare l’efficienza di un’aviolinea: le low cost lo sono perché riescono a utilizzare di più lo stesso jet. A «spremere» di più gli aeromobili sono non a caso i vettori a basso costo Eurowings (5,8 voli al giorno) e Pegasus (5,2). Quindi Vueling ed easyJet (4,7 voli).

Le sorprese

Subito dopo, secondo l’analisi del Corriere, ecco la sorpresa: Alitalia e Wizz Air risultano appaiate con 4,4 voli al giorno. La low cost ungherese è sotto di un volo in media per ogni aereo. L’azienda italiana — che è in amministrazione straordinaria dal 2 maggio 2017 e in attesa di essere rilanciato attraverso una newco a trazione pubblica — in questo periodo fa meglio di Ryanair (4,1 decolli) che rispetto a un anno fa volava a una media di 5,6. Le altre compagnie tradizionali si trovano nella seconda metà della graduatoria, da Iberia (3,7 voli) ad Air France (3,6) da Klm e Lufthansa (3,2) a British Airways (2,4).

I bilanci

Tutto questo avviene in un periodo di cali significativi del traffico: gli aerei in cielo, insomma, non sono tutti pieni. Secondo Aci Europe — l’associazione che riunisce gli aeroporti del continente — nella prima settimana di agosto i passeggeri in Europa sono in calo del 69% rispetto allo stesso periodo del 2019, con l’Italia che va leggermente meglio (-62%). A luglio i voli nel continente sono stati 367 mila, oltre mezzo milione di meno rispetto a un anno fa calcola l’Icao, l’agenzia Onu dell’aviazione civile. La strada verso il ritorno alla normalità è ancora lunga. E tutta da scrivere.

lberberi@corriere.it

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