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Coronavirus in Spagna: Parigi, Londra e Berlino chiudono la porta

Le direttive di Francia, Gran Bretagna e Germania sottraggono alla Spagna la fetta più consistente di turismo internazionale, mentre la disoccupazione arriva al 15,3% …

Dopo la Francia e la Gran Bretagna, anche la Germania sconsiglia ai suoi cittadini di partire per la Spagna e in particolare per la Catalogna, Aragona e Navarra. Un’altra mazzata per Madrid che sta cercando di salvare dalla catastrofe il comparto turistico della propria stressatissima economia. La recrudescenza di contagi da Covid-19 nelle tre comunità autonome si ripercuote sull’intera penisola, sulle isole Baleari e sulle Canarie che invece sembrano essere state risparmiate finora dalla seconda ondata.

Il colpo al turismo internazionale

Le direttive di Parigi, Londra e Berlino, cui si aggiungono indicazioni analoghe dai governi di altri paesi, come Norvegia e Belgio, sottraggono alla Spagna la fetta più consistente di turismo internazionale, mentre crescono i dati della disoccupazione, ormai al 15,3%. La pandemia ha distrutto oltre un milione di posti di lavoro, nell’ultimo trimestre, senza contare l’Erte, equivalente alla cassintegrazione, cui è stato fatto ricorso per altri 3 milioni e mezzo di lavoratori.

La linea dura britannica

La linea più dura è quella britannica: il governo conservatore di Boris Johnson ha praticamente precluso le rotte sulla Spagna, arcipelaghi compresi, a chiunque dei suoi cittadini non abbia un’urgenza imprescindibile di lavoro o salute, avvertendo che al ritorno in Gran Bretagna sarà d’obbligo la quarantena di due settimane per tutti. L’anno scorso la Spagna ha accolto più di 18 milioni di visitatori dal Regno Unito, ciascuno dei quali ha speso in media mille euro tra Canarie, Costa del Sol, Costa Blanca e Baleari. Il buco nelle entrate rasenta dunque i venti miliardi.

Disdette le vacanze spagnole

Ma prima ancora che da Downing Street arrivasse la diffida, molti britannici avevano disdetto le loro vacanze spagnole dopo la nuova impennata di casi di positività al coronavirus: nelle ultime 24 ore in Catalogna sono stati accertati 1.055 nuovi casi (portando il totale a oltre 92 mila), mentre 88 persone lottano contro la morte nelle terapie intensive.

Sánchez negozia i veti

Il premier Pedro Sánchez non cerca di minimizzare la situazione ma sta tentando di negoziare i veti del governo britannico ricordando che ci sono zone quasi indenni in Spagna dove poter villeggiare in sicurezza. E che forse a dover temere la contaminazione dovrebbero essere gli spagnoli visto che la Gran Bretagna quanto a contagi è messa peggio. Anche la comunità di Madrid, come quasi tutte le altre comunità autonome, ha alzato le misure difensive, imponendo la mascherina obbligatoria in ogni occasione, anche all’aperto o sulle terrazze dei bar quando è possibile mantenere la distanza interpersonale di un metro e mezzo. I locali notturni chiudono all’una e trenta e non sono ammessi gruppi di più di dieci persone.

28 luglio 2020 (modifica il 28 luglio 2020 | 18:08)

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