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Coronavirus, Ippolito (Cts): «L’aumento dei contagi non dipende dalla scuola. È la coda dei ritorni dall’estate»

Per l’infettivologo non ci sono ricette magiche: «L’unico stop al virus sono i comportamenti responsabili». Ancora presto per calcolare l’effetto-scuola sui numeri. «Serve un nuovo patto tra generazioni per tutelare gli anziani». …

«Come tagliare la strada al virus? Solo applicando con scrupolo le misure raccomandate». Per Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’Istituto per le malattie Lazzaro Spallanzani e componente del Comitato tecnico scientifico, il Cts, non esistono scorciatoie. La capacità di controllare l’epidemia dipende anche da ciascuno di noi.

I casi positivi nell’ultima settimana sono aumentati ancora. È allarme?
«È evidente che il dato deve indurre quanto meno ad un aumento del livello di attenzione ed interpretazione del fenomeno. La circolazione del virus è diffusa su tutto il territorio nazionale, con focolai di dimensioni variabili, in molti casi associati ad attività sociali e ad assembramenti».

È ancora la coda delle infezioni estive?
«Gli spostamenti per attività ludiche e ricreative non sono ancora finiti, anche se molto ridotti. Bisognerà aspettare qualche settimana. Ma questo non significa che con la fine delle vacanze e il rientro in città il rischio automaticamente diminuisca soprattutto se si viene meno all’impegno civico e sociale di mantenere vivo il rispetto delle misure di distanziamento e l’utilizzo scrupoloso delle mascherine evitando assembramenti urbani, con l’effetto di trasmissione locale».

Ieri i morti sono stati 24 e anche nelle terapie intensive aumentano i ricoveri. Che segnale è?
«È presto per trarre conclusioni. I numeri fortunatamente sono piccoli e le variazioni giornaliere possono esserci».

Come si può invertire la rotta, tornare alla decrescita?
«Solo con l’applicazione attenta delle misure raccomandate. Cioè evitando di dare al virus l’occasione per trasmettersi efficacemente da persona a persona».

Aumentano le infezioni domestiche e l’età media dei positivi. Una minaccia per la terza età tanto più che ora ci sono nipoti che tornano da scuola?
«In effetti stiamo assistendo da qualche settimana ad un incremento significativo dell’età mediana alla diagnosi. L’ipotesi è che si stia verificando un modello di trasmissione che coinvolge i contatti familiari tra diverse fasce d’età. Per gestire questo problema è necessario costruire un modello di relazione tra le generazioni basato sul rispetto delle regole. Solo così si potranno ridurre i rischi senza rinunciare a una interazione tra giovani ed anziani. È un nuovo patto tra generazioni: i giovani debbono essere prudenti a scuola rispettando le regole e mantenere le misure a tornando a casa quando non è possibile un adeguato distanziamento».

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E gli anziani?
«Gli anziani, soprattutto se fragili per età e altre patologie, debbono proteggersi con l’uso costante delle mascherine e facilitare il rispetto delle misure da parte di familiari più giovani. È necessario uscire dalla logica: tanto qui non succede, noi siamo tutti sani»

Ci sarà l’effetto scuola, quando si dovrebbe vedere, di che ordine di grandezza e’ stimato?
«È troppo presto per valutare l’effetto della scuola. È stata aperta da solo pochi giorni e neanche in tutte le regioni. Bisognerà aspettare per valutarlo».

Qual é la funzione e la validità dei test rapidi antigenici che molte Regioni stanno utilizzando in vari contesti?
«I test antigenici cercano, come dice il nome, proteine virali (antigeni) partendo da tamponi naso-faringei; hanno tempi di risposta o brevi (circa 15 minuti), ed una sensibilità inferiore a quella del tampone molecolare. Per questo le positività debbono essere confermate con tampone molecolare classico».

Perché non è arrivato il momento di accorciare la quarantena di 14 giorni per accelerare il ritorno di tante persone alla vita lavorativa?
«Le conoscenze non sono ancora sufficienti. Sia l’organizzazione Mondiale della sanità che il Centro Europeo per il Controllo delle malattie suggeriscono di non modificare le misure in atto»

Non ci saranno più lockdown ha annunciato il premier Conte. Ma qual è lo strumento da attuare per tagliare la strada al virus? Zone rosse circoscritte?
«In tutto il mondo si stanno attuando lockdown circoscritti ad aree limitate in presenza di segnali di allerta che indicano un aumento rilevante della trasmissione locale».

20 settembre 2020 (modifica il 20 settembre 2020 | 07:23)

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Sorgente articoli: Vai

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