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Coronavirus, la corsa al vaccino: i candidati più promettenti e quelli più avanti

Otto preparati sono nella fase conclusiva della sperimentazione clinica e due sono stati approvati (non senza critiche) da Russia e Cina. I candidati in pole position sono basati su una tecnologia che non è mai stata utilizzata, però i composti più promettenti sono indietro di sei mesi rispetto agli altri …

26 agosto 2020 – 08:31

Otto preparati sono nella fase conclusiva della sperimentazione clinica e due sono stati approvati (non senza critiche) da Russia e Cina. I candidati in pole position sono basati su una tecnologia che non è mai stata utilizzata, però i composti più promettenti sono indietro di sei mesi rispetto agli altri

di Silvia Turin

Attualmente gli studi su molecole che possano indurre risposta immunitaria sono più di 165. 32 sono i candidati sperimentati sull’uomo a vari livelli. Di questi, solo otto sono nella fase 3 della sperimentazione e due, quello cinese e quello russo, sono stati approvati ufficialmente dalle rispettive agenzie di regolamentazione dei farmaci anche se (anomalia assoluta) non avevano concluso l’iter della Fase 3.
Il candidato italiano sperimentato allo Spallanzani è nella Fase 1 dei test. La corsa non è solo ad arrivare primi, perché non è detto che i primi saranno i più efficaci, ad esempio i candidati più avanti sono basati su una tecnologia che non è stata ancora utilizzata per produrre vaccini, quella dell’«acido nucleico», mentre le aziende che hanno scelto una strada più conosciuta, quella delle «proteine ricombinanti», sono indietro di sei mesi e inizieranno la Fase 3 solo a gennaio.

(Getty Images)

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