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Coronavirus Cronache

Coronavirus, «la curva cresce lenta e la ricerca dei casi sta funzionando bene. Allerta, non allarme»

Massimo Antonelli (Cts): «Un errore paragonare i numeri di oggi con la primavera. Ora i ricoverati sono distribuiti su tutto il territorio e siamo più preparati» …

«È sbagliato paragonare i numeri di oggi a quelli di marzo e aprile», respinge il confronto Massimo Antonelli, direttore dell’unità di anestesia e rianimazione al Policlinico Gemelli, componente del Comitato tecnico scientifico (Cts).

Perché è sbagliato?
«I ricoverati nei reparti e nelle terapie intensive attualmente sono distribuiti su tutto il territorio nazionale. Ad aprile e marzo erano concentrati negli ospedali del nord e noi non eravamo preparati come adesso. C’è ancora un’ampia disponibilità di posti in ospedale che ci consentono di non dover temere situazioni critiche immediate».

I nuovi positivi hanno superato quota 2.500, i malati gravi aumentano ma lei e i suoi colleghi del Comitato tecnico scientifico continuate ad assicurare che tutto è sotto controllo?
«È così. Lo confermo. L’epidemia in Italia è sotto controllo anche se i numeri possono far immaginare un imminente pericolo. C’è allerta, non allarme. Il sistema di ricerca dei casi è molto valido, i focolai vengono circoscritti in tempi rapidi, la rete diagnostica funziona. È su questo che bisogna ragionare, non sui dati giornalieri».

Le terapie intensive stanno tenendo bene?
«Grazie al potenziamento della rete siamo passati da un rapporto di 12 letti ogni 100mila abitanti a 14 letti, quindi da 5.800 a 8.000, altri verranno aperti mettendoci in grado di sostenere l’urto attuale, specie con una salita della curva contenuta».

Invece la curva non smette di salire.
«Sì, ma è una crescita per ora sostenibile, lenta, graduale e contenuta. Le prossime due settimane saranno molto significative per valutare l’impatto di ulteriori contagi legati alla riapertura delle scuole e al ritorno al lavoro in ufficio. Verificheremo la salita da qui a fine ottobre e avremo un quadro più preciso di cosa poterci aspettare in inverno. Nel frattempo continuiamo ad attrezzarci. Sono previsti protocolli per attivare altri letti nel caso quelli già aperti non dovessero bastare per sostenere una eventuale, seconda ondata».

Come si può reggere l’impatto con l’epidemia visto che stanno aumentando i casi in Europa?
«La risposta è solo una, con i comportamenti individuali che contano moltissimo. La mascherina è un’arma straordinaria, se usata correttamente. Il servizio sanitario può metterci tutte le forze ma senza il contributo dei singoli cittadini non si va da nessuna parte».

State facendo una ricognizione degli spazi ospedalieri?
«Vogliamo migliorare ancora il coordinamento delle terapie intensive. Molti centri comunicano con chat create appositamente in modo da avere l’aggiornamento della situazione in tempo reale e poter distribuire i malati in modo ottimale. La Società italiana di anestesia analgesia rianimazione e terapia intensiva (Siaarti) sta adottando questo mezzo di comunicazione agile per una ricognizione aggiornata».

Dopo quelli legati al ritorno dalle vacanze, ora il rischio sono i contagi all’interno delle famiglie?
«Sono la prima fonte di contagi. Spesso i più giovani portano involontariamente dentro casa il virus».

È favorevole all’obbligo di mascherina all’aperto?
«Sì, è una garanzia, purché sia usata correttamente e non facendo finta. Tenerla sulla bocca scoprendo il naso non ha senso. Oltretutto la mascherina è un messaggio di allerta, ricorda a chi non la porta che il virus c’è».

La malattia Covid-19 ora è meno grave?
«I pazienti che arrivano in condizioni gravi sono identici a quelli che abbiamo curato a marzo-aprile. La polmonite interstiziale se raggiunge certi gradi di severità non fa sconti, mai, né prima né adesso. Di diverso c’è che ora sappiamo cosa fare. Abbiamo imparato a usare il cortisone la cui efficacia è stata dimostrata da seri studi pubblicati su riviste scientifiche di prim’ordine».

Ha fatto l’antinfluenzale?
«Certo. E lei? Faccia anche il vaccino anti-pneumococco, è importante».

2 ottobre 2020 (modifica il 2 ottobre 2020 | 21:27)

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