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Coronavirus, le proteste in piazza di ristoratori, negozianti e cittadini contro il Dpcm: «Così è la fine» Proteste a Napoli contro le chiusure

Bonomi (Confindustria): «La verità? Colti impreparati». Milano, Roma, Torino, Palermo, Venezia, Cagliari, manifestazioni in 17 città. «Siamo costretti a chiudere» …

Il nuovo Dpcm è appena entrato in vigore e le proteste sono già iniziate. «Noi non molliamo, lo sport è salute!», è il grido di dolore dei gestori di piscine e palestre, chiuse dal nuovo provvedimento del governo, che domani alle 10 si ritroveranno in piazza a Roma davanti a Montecitorio. Proteste diffuse. Appuntamenti sui social: stasera alle 21 in piazza Vittorio un comunicato a firma «Un gruppo di cittadini torinesi» fa sapere che «partirà una manifestazione pacifica contro il coprifuoco». Si raccomanda ai partecipanti di rispettare «il distanziamento e l’uso della mascherina».Una «protesta del popolo» è prevista anche alle 20.30 in piazza Castello.

A Napoli la situazione più tesa: (leggi l’aggiornamento in diretta) alcune centinaia di persone si sono radunate verso le 22, nell’area di Piazza Vanvitelli e nel corso pedonale di Via Scarlatti, per protestare contro i provvedimenti del governo e della Regione Campania. «Due metri di dissenso, prima sostegno e poi lockdown» è il cartello che circa trenta di loro tengono in mano nel corso di un sit in via Scarlatti, protestando per la chiusura dei locali alle 18 e per il crollo del lavoro di attività come le palestre. I manifestanti scandiscono «libertà, libertà». L’area — nel quartiere Vomero — è presidiata da molte camionette delle forze dell’ordine.Intanto, la chiusura alle 18 di bar e ristoranti ha gettato nello sconforto gli esercenti.

Sempre a Napoli e Palermo sono già scesi in piazza nel fine settimana, oggi a Milano si ritroveranno davanti alla Prefettura i movimenti nati dal basso. Ma sarà dopodomani il giorno della mobilitazione nazionale. La Fipe (Federazione pubblici esercizi) manifesterà in 17 città — da Milano a Roma, da Venezia a Cagliari, da Trento a Catanzaro — con l’hashtag #siamoaterra. «Da dicembre non ce la farà più nessuno, la città sarà morta», dice Paolo Peroli, esponente del Comitato territoriale di Milano. «È un disastro assoluto, così siamo costretti a chiudere, forse per sempre», aggiunge Alberto Allegrini, ristoratore di Norcia e presidente di Confcommercio Valnerina, oggi che ricorre l’anniversario del terremoto del 26 ottobre 2016.

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I ristoratori della Toscana, addirittura, si sono messi in marcia — l’hanno ribattezzato Il Cammino degli Inessenziali — per arrivare a Palazzo Chigi il 4 novembre, anniversario dell’alluvione di Firenze del 1966. Ma il mini lockdown non piace neppure a Carlo Bonomi, il presidente di Confindustria, che ieri ospite di Lucia Annunziata su Rai3 ha attaccato le misure del governo: «Faccio fatica a capire qual è la direzione. Una settimana fa le palestre restavano aperte, ora le chiudiamo. La verità è che ci siamo fatti cogliere impreparati. C’è un disagio sociale e non possiamo non tenerne conto». E sul disagio, poi, soffia forte l’estrema destra: contro il Dpcm e la «dittatura sanitaria» Forza Nuova è già scesa in campo a Napoli, Roma, Palermo, Catanzaro, Bari. Lo disse a Roma, il 5 settembre, il leader Roberto Fiore durante la manifestazione dei No Mask: «Questa battaglia per noi è strategica. A eventuali nuovi lockdown risponderemo con la disobbedienza civile e anche incivile».

25 ottobre 2020 (modifica il 25 ottobre 2020 | 22:38)

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