Categorie
Coronavirus Milano - Cronaca

Coronavirus Milano, Sala: «In città Rt sopra 2, preoccupa la tendenza: crescita veloce, bisogna agire in fretta»

Metà dei casi di tutta la Lombardia sono in provincia di Milano, e la metà di questi in città. Venerdì il tavolo tra Comune e Regione. Per ora non sono previste limitazioni sui trasporti …

«Da due giorni l’indice Rt nella zona della Città metropolitana di Milano ha superato 2 e preoccupa la tendenza». Lo ha detto il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, al termine del vertice con il prefetto Renato Saccone e alcuni esperti sull’aumento dei contagi da Covid-19. L’indice Rt descrive il tasso di contagiosità dopo l’applicazione delle misure atte a contenere il diffondersi della malattia. Sala ha quindi sottolineato come, secondo i dati, nella città metropolitana si concentrino il 50% dei casi di tutta la Lombardia e il 50% di questi nel Comune di Milano. «Dal mio punto di vista per capire dove intervenire bisognerebbe sapere dove nascono i contagi», ha aggiunto. Sala ha escluso «interventi radicali» e «decisioni ristrette al di là del Dpcm» nell’immediato: eventuali chiusure ci saranno «solo se la situazione dovesse aggravarsi». Ogni decisione comunque è rinviata a venerdì, dopo un incontro fra Comune e Regione. «Ci troveremo a un tavolo e arriveremo a una sintesi. L’obiettivo è trovare domani un indirizzo comune». All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, anche Antonio Pesenti, coordinatore delle terapie intensive dell’Unità di crisi della Regione Lombardia, il professor Massimo Galli, primario dell’ospedale Sacco, e il virologo Fabrizio Pregliasco.

«Abbiamo fatto questo incontro molto utile con alcuni dei rappresentanti dei principali clinici milanesi e con Ats. C’è un quadro più chiaro. La situazione preoccupa negli ospedali, è evidente che preoccupa la tendenza. Oggi 72 persone sono in terapia intensiva e alcuni mesi fa erano 1500. Ma la tendenza, la crescita è veloce e bisogna agire in fretta», ha riferito Sala.

«L’elemento da sottolineare è che non siamo a febbraio e marzo, siamo più preparati da tutti punti di vista compresa la consapevolezza della rapidità della progressione del contagio». Lo ha sottolineato il prefetto di Milano, Renato Saccone, al termine del vertice. «Abbiamo elementi di forza in più e sappiamo anche quanto può essere pericolosa l’evoluzione – ha concluso-. I luoghi fondamentali di contagio non sono quelli controllati ma di contesto sociale largo e legato alla popolazione giovanile». «L’ultimo Dpcm facilita i controlli, contiene misure molto utili. Questo stimola i servizi di controllo», ha detto ancora il prefetto.

Gli esperti «non ci hanno dato un allarme specifico su mezzi di trasporto» e quindi al momento «non sono previsti interventi» in quel settore, ha detto Sala. «Siamo molto lontani dalla capienza dell’80%, se questa va ripensata siamo disponibili ma non possiamo aumentare le corse, questo lo posso escludere», ha aggiunto Sala, spiegando che «il vero imbarazzo è che non riusciamo a essere supportati dalla scienza rispetto al fatto se in metropolitana, con il rispetto delle regole, si diffonda facilmente il contagio o no».

«Sarebbe un errore che si vada in didattica a distanza totale a scuola e università», ha aggiunto Sala. «Nelle scuole non nasce un grande contagio, ma si rileva di più e quindi c’è un tracciamento immediato. La stessa cosa vale per i luoghi di lavoro, dove le aziende si impegnano a controllare le regole. Sarebbe un errore immaginare che nelle scuole si vada in totale didattica distanza, credo che la didattica a distanza associata alla presenza sarebbe utile e lo stesso vale per tutto».

Ai giornalisti che gli hanno chiesto se in quanto sindaco di Milano farà delle ordinanze, Sala ha risposto: «Credo che ci si debba mettere d’accordo con Fontana per non dare idea di interventi non concordati. Chiamo il prefetto a coordinare l’attività di Comune e Regione e spero che domani si decida insieme cosa fare: mettiamoci al tavolo e troviamo sintesi».

15 ottobre 2020 | 18:34

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Sorgente articoli: Vai

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *