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Coronavirus Milano - Cronaca

Coronavirus Milano, Sara, la studentessa-infermiera: «Nonna non starai sola, ti curo io»

Tosse e debolezza. La nipote di Mariapia, 83 anni, decide: tuta, tutorial e fantasia …

Verso la fine di ottobre, come tutti gli studenti universitari imbrigliati nell’era Covid, la ventunenne Sara Paganuzzi trascorreva buona parte delle giornate chiusa nella sua stanza, immersa nei libri e nelle lezioni online. Nel suo orizzonte, del resto, c’era l’appuntamento imminente con gli esami di Finanza aziendale e di Gestione della tecnologia, perché comunque l’attività accademica non si è mai fermata. In quel momento, però, la ventunenne bocconiana non poteva immaginare che di lì a pochi giorni si sarebbe trovata immersa in tutt’altro ruolo: infermiera a tempo pieno al capezzale di sua nonna Mariapia, colpita dal subdolo virus alla delicata età di 83 anni.

«La nonna è sempre stata un punto di riferimento, una donna molto attiva e brillante, però adesso stava male — racconta Sara —, tossiva, era debole, il respiro era affaticato, eravamo preoccupati». Sono giorni e ore di ansia e di incertezza, le stesse vissute da tante famiglie colpite dal contagio: «Ti senti veramente solo, ore al telefono in attesa di poter parlare con qualcuno e senza peraltro ottenere indicazioni chiare — ricorda con una punta di rabbia —. Non è possibile che questo accada otto mesi dopo la scoperta del primo paziente in Lombardia».

Quindi la decisione: la nonna non può stare da sola. «Mio padre voleva trasferirsi da lei, ma io avevo ben chiaro che subito dopo gli anziani, la fascia di età più a rischio di fronte al virus era la sua». Così la decisione è arrivata d’impulso, quella stessa domenica di fine ottobre: «Vado io». La ragazza si organizza con guanti, mascherine, tute, disinfettanti e tutto quel che può servire e si immerge in una nuova materia di studio: le cure a domicilio per un paziente Covid. «La nonna stava nella sua stanza, aveva il suo bagno e io le davo assistenza seguendo le istruzioni dei medici, cercando di limitare i contatti al minimo».

All’inizio si tratta di portarle i pasti, qualche parola di conforto, la tachipirina e farle le iniezioni di eparina, tutto sommato semplici anche per un neofita. «Poi, su prescrizione dello pneumologo, abbiamo dovuto passare all’antibiotico, cioè iniezioni intramuscolo e più complicate perché dovevo miscelare i farmaci». Per aiutarsi, Sara studia i video tutorial su YouTube: «Non so chi abbia avuto più coraggio con quelle punture, se io a farle o la nonna a farsele fare». E qualcosa di simile avviene quando si rende necessaria anche la bombola di ossigeno, ma a quel punto l’infermiera improvvisata ha cominciato ad accumulare nozioni preziose, ha acquisito una certa disinvoltura in ogni gesto e soprattutto ha ormai creato una rete di contatti regolari con medici e infermieri. E non appena le condizioni lo consentono la nipote si preoccupa anche dell’intrattenimento: «Mi metteva sul computer le serie televisive e mi sono fatta una cultura sui reali d’Inghilterra — racconta divertita e completamene ristabilita la signora Mariapia — è stata davvero bravissima, una stella».

Lei, Sara, racconta tutto con naturalezza affettuosa e sembra sincera quando ripete che non crede di aver fatto «nulla di straordinario» e coglie l’occasione per dire che «è ora di smetterla con la storia del conflitto generazionale tra giovani e i vecchi». Durante le tre settimane a casa della nonna, ogni volta che si allentava l’ansia per le condizioni della «sua» paziente, ha cercato anche di studiare e ha persino affrontato uno degli esami in programma. «Ma nel frattempo ho dovuto gestire i due telefoni della nonna, che non smettevano mai di squillare. Sapevo che aveva diverse amiche, ma non credevo che la sua vita sociale fosse così intensa». Ma le sorprese non sono finite: «Man mano che si riprendeva la nonna voleva anche recuperare l’attività fisica — racconta ridacchiando — e per questo andava lei stessa a cercare i filmati con gli esercizi di ginnastica. Una mattina me la trovo davanti con il fiatone, preoccupata di una ricaduta. Poi controllo sul computer e scopro che aveva scelto, per sbaglio, un programma di faticosissimi esercizi di cardiofitness». A quel punto, insomma, la salute è recuperata e tra nonna e nipote si ristabiliscono i ruoli. E la ragazza ricorda sorridente: «Ha ricominciato a portarmi lei la colazione a letto».

2 dicembre 2020 | 00:34

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