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Coronavirus, spunta un asse tra Pd, Lega  e 5 stelle: «Uniti contro i vincoli Ue» Il conto del virus può arrivare al 3% del Pil

Bonaccini: «Se il Paese e la sua parte più produttiva si fermano fanno un danno anche all’Europa». …

Magari non sarà necessario, anche se secondo gli istituti di ricerca il coronavirus potrebbe costare 25 miliardi di euro all’economia italiana. Forse basterà la flessibilità già prevista dalle regole di bilancio dell’Unione Europea, che tengono conto di circostanze eccezionali, come può essere un terremoto o un’epidemia. Fatto sta che la crisi economica innescata dal coronavirus è considerata ormai da tutti i partiti molto di più che un rischio. E che, per la prima volta, si sta creando un asse politico molto ampio, e trasversale, per rompere la «gabbia» del Patto di stabilità europeo. Oltre il tabù del 3% del deficit pubblico.

La sponda di Buffagni

Stefano Bonaccini, il governatore reduce vittorioso della difficilissima battaglia per il governo dell’Emilia-Romagna, una delle regioni più colpite dal virus, e considerato oggi uomo di punta del Pd, è andato dritto al dunque. «Penso sia necessario concordare con l’Unione Europea lo sforamento del Patto di stabilità per misure urgenti. Se il Paese e la sua parte più produttiva si fermano fanno un danno anche all’Europa» ha detto Bonaccini intervistato da Maria Latella su SkyTg24. Forse mai prima, nel Pd, ci si era spinti così esplicitamente tanto avanti. E la sua posizione trova comode sponde non solo nell’opposizione, ma anche nell’altro partito forte della maggioranza. «L’Italia dovrà fare un grande sforzo, esigendo ciò che è giusto anche in Europa, perché di “zero virgola” l’Italia e l’intero continente muoiono in questo mondo globale» ha scritto ieri su Facebook il viceministro dello Sviluppo economico, Stefano Buffagni, del Movimento 5 Stelle. «In questo momento non serve essere timidi con la Ue, ma difendere gli italiani. Il M5S deve fare la sua parte e far sentire la sua voce per il bene dei cittadini» ha aggiunto Buffagni, uno degli esperti economici del partito, che già altre volte aveva spinto per forzare i parametri di bilancio della Ue.

Lega all’attacco di Bruxelles

Porte aperte dall’opposizione. Naturalmente la Lega «è pronta a votare subito una risoluzione in Parlamento per superare i parametri europei, altrimenti non si possono stanziare le risorse che servono per fronteggiare la crisi» ha detto Massimo Garavaglia, ex viceministro dell’Economia. Anche dentro Forza Italia si rompe il fronte dell’ortodossia di Maastricht. «Serve un piano Marshall per la crescita. Un’operazione che deve passare inevitabilmente per una sospensione temporanea delle regole e dei vincoli europei di finanza pubblica» ha detto ieri Silvio Berlusconi.

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